• 9 Febbraio 2026 7:42

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

XXI domenica del Tempo Ordinario

Letture: Is 66,18-21   Sal 116   Eb 12,5-7.11-13   Lc 13,22-30

Signore, sono pochi quelli che si salvano?

Oggi il concetto di salvezza è diverso, non interessa tanto la salvezza eterna ma una salvezza mirata. La liberazione dal “nemico” di turno, sia esso un malessere di poco conto come una malattia grave, un vicino insopportabile, un collega più bravo di me… ognuno ha il suo elenco di situazioni o persone di cui vuole essere salvato e non soltanto dal punto di vista personale ma anche dal punto di vista sociale o politico. Spesso a non essere accettata sembra essere l’evoluzione della storia, i cambiamenti sociali…

La porta stretta

Gesu-7-300x225 Una porta da attraversareLa porta è stretta, cioè piccola, come lo sono i piccoli e i bambini e i poveri che saranno grandi del Regno di Dio. Deve farci riflettere quel versetto del Vangelo quando Gesù dice che i peccatori e le prostitute ci precederanno nel Regno dei Cieli. La porta è stretta per chi è pieno di se, per chi si crede arrivato o giusto, per chi per il solo fatto di partecipare a riti, gruppi, portare una croce al collo o mostrare rosari e fare volontariato pensa di essere salvo. Il Paradiso non si compra dando un panino al povero o il maglione che non usi più, o andando a messa la domenica o per le feste comandate. La porta è stretta perché richiede di ritrovare quella comunione perduta con il Creatore e con ogni umana creatura. L’insegnamento è chiaro: fatti piccolo, e la porta si farà grande. Farsi piccolo come Cristo, è Lui la porta.

Non vi conosco

Gesu-8-300x141 Una porta da attraversareQuando il padrone di casa chiuderà la porta, voi busserete: Signore aprici. E lui: non so di dove siete, non vi conosco. Questa frase mette davvero paura. Come non mi conosci, venivo a messa, facevo volontariato, dicevo il rosario, aiutavo i poveri… sono prete, frate, catechista… Non ti conosco. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia. Ecco il motivo del non conoscerci. Chiediamoci se siamo voce per chi subisce ingiustizie, se davvero abbiamo il fuoco dentro, se ci facciamo pane per tutti e non per la nostra cerchia di amici.

Dio non ti riconosce per formule, riti o simboli religiosi, ma perché hai mani di giustizia. Ti riconosce non perché fai delle cose per lui, ma perché con lui e come lui fai delle cose per i piccoli e i poveri. La fede si testimonia con le opere di carità vera, quella scomoda, quella che non chiede di aprire il portafogli ma il cuore, la mente, di donarti senza se e senza ma.

Spesso ci fermiamo alla religione, facciamo le crociate per difendere Dio o ciò che riteniamo “cose” di Dio, ma quale Dio, certamente non quello di Gesù. «La fede vera si mostra non da come uno parla di Dio, ma da come parla e agisce nella vita, da lì capisco se uno ha soggiornato in Dio» (Simon Weil)

Turoldo diceva: «Quando è vera fede e quando è solo religione? Fede vera è quando fai te sulla misura di Dio; semplice religione è quando fai Dio a tua misura»

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Gesu-10-e1745652046959-300x178 Una porta da attraversareC’è un cambio di prospettiva: quelli rimasti fuori a protestare la loro religione: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze” e gli stranieri quelli venuti da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno siedono festosi alla festa di Dio.

Se ci fate caso il regno di Dio non è presentato con simboli religiosi, ma conviviali: Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati (Is25,6).

Quella descritta in questa pagina di Vangelo è una festa multicolore e multietnica, una festa dei popoli che vivono la fraternità. Per Gesù non ci sono quelli che vengono prima perché occidentali e cristiani. Coloro che lasciamo fuori della porta, o in mezzo a mare, coloro che escludiamo perché divorziati, conviventi, o con orientamenti sessuali diversi, o perché non la pensano come noi, coloro che riteniamo dover emarginare prenderanno posto perché vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi.

Buona domenica!