• 9 Febbraio 2026 8:21

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Martedì della Settimana Santa

Letture: Is 49,1-6; Sal 70; Gv 13,21-33.36-38

Riflessione biblica

“Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà” (Gv 13,21-33.36-38). È inutile chiedersi: chi è? È meglio guardarsi dal cadere: “Vigila su te stesso, per non cadere anche tu in tentazione” (Gal 6,1). C’è il tradimento di Giuda, che si fece travolgere dall’ingordigia del denaro: “Quanto volete darmi perché io ve lo consegni? E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo” (Mt 26,15-16). Uscì Giuda dal Cenacolo, dalla comunione con Gesù: “E fu notte” (Gv 13,30). Non basta il rimorso: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente” e neppure di “gettare le monete nel tempio” (Mt 27,3-4). gesu-4-300x200 Uno di voi mi tradiràC’è bisogno di un serio pentimento. Più umile Pietro: anche lui tradì Gesù, ma a differenza di Giuda, “pianse amaramente” (Lc 22,61). Generoso a parole: “Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!” (Gv 13,37). Fragile nei fatti: “Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo? Egli rispose: Non lo sono” (Gv 18,17.25-27). C’è il tradimento dei discepoli, che si turbarono, ma non trovarono di meglio che sospettarsi a vicenda, dimenticando la parola di Gesù: “Con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.” (Mt 7,2). Anzi, fecero di peggio: “Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono” (Mc 14,50). Non c’è da meravigliarsi, ma da imparare e affidarsi alla misericordia di Dio: “Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano” (Gc 1,12). Vigiliamo e amiamo, perché “Dio è degno di fede e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze ma, insieme con la tentazione, vi darà anche il modo di uscirne per poterla sostenere” (1Cor 10,13). E con Pietro poter rispondere: “Si, Signore, io ti amo” (Gv 21,15-17).

Lettura esistenziale

Gesu-2-300x192 Uno di voi mi tradirà

«In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà» (Gv 13,21). Si avvicina per Gesù la sua ora. L’amore conosce molti doveri, ma il primo di questi doveri è di essere con l’amato. Solo un Dio sale sulla croce ed entra nella morte perché nella morte entra ogni suo amato. E qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. Solo la croce toglie ogni dubbio. Qualunque uomo, qualunque re, se potesse, scenderebbe dalla croce. Solo un Dio non scende dal legno. La croce è l’abisso dove Dio diviene l’amante, genesi perfetta di Dio fra gli uomini. Questo dicono le prime parole pronunciate sul mondo dopo la morte di Gesù: davvero costui era il Figlio di Dio. L’atto di fede nasce dalla croce. Dio si “vendica” di tutta la lontananza, di tutta l’indifferenza, di tutta la separazione, inventando la croce che solleva la terra, che abbassa il cielo, che raccoglie i quattro orizzonti, crocevia di tutte le nostre strade disperse. Le braccia di Gesù, inchiodate e distese in un abbraccio che non può più rinnegarsi, sono le porte dell’Eden spalancate per sempre, sono cuore dilatato fino a lacerarsi molto prima del colpo di lancia, sono accoglienza di ogni creatura, alleanza con tutto ciò che vive: genesi dell’uomo in Dio. Perché l’amato nasce dalle ferite del cuore di chi lo ama. L’uomo nasce dal cuore trafitto del suo Creatore. E capisce che la vita non è possesso o rapina, ma dono di sé; che Dio e la vita sono dono reciproco di sé. Allora la croce è davvero la gloria di Dio, l’ora gloriosa della vita (Ermes Ronchi).