• 9 Febbraio 2026 8:05

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

San Giovanni della Croce

Letture: Is 45,6-8.18.21-25; Sal 84;Lc 7,19-23

Riflessione Biblica

“In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi” (Lc 7,19-23). È vero: il dubbio di Giovanni Battista ci lascia perplessi. In verità, più che un dubbio, Giovanni Battista esprime l’ardente attesa di “colui che viene” e porta a compimento l’opera salvifica di Dio: “E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati” (Lc 1,76-77). gesu1-2-300x200 Uno strano MessiaLa perplessità del Battista veniva da un fatto concreto: egli annunciava un Messia forte, che “avrebbe posto la scure alla radice degli alberi; e ogni albero che non dava buon frutto sarebbe stato tagliato e gettato nel fuoco”; in conseguenza predicava di “fare frutti degni di conversione” (Lc 3,8). Gesù, invece, si presenta come misericordioso verso i peccatori: “Imparate che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,13). L’attesa di Giovanni è quella della purificazione, ma Gesù gli ricorda che egli è venuto per salvare, non per giudicare; per proclamare l’anno di grazia e dare la buona notizia ai poveri, agli afflitti, ai prigionieri del male (Is 61,1-2; Lc 7,22). Gesù gli annunzia che il suo desiderio è già realtà, secondo la profezia di Is 35,4-6: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia” (Lc 7,22). Giovanni lo comprese, la sua fede umile prese la decisione: “Gesù deve crescere, io diminuire” (Gv 3,30). Amò Gesù e si fece suo amico: “L’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. La mia gioia è piena” (Gv 3,29). Ecco, il cammino sapiente della vita spirituale: nel dubbio, credere con umiltà; nella fede, nutrirsi della parola di Dio per crescere; nell’amore, scoprire che solo Gesù è la nostra gioia di vivere.

Lettura esistenziale

san-Giovanni-Battista-300x142 Uno strano Messia‹‹In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”›› (Lc 7, 19). Dopo avere additato Gesù come “l’Agnello di Dio, Colui che toglie i peccati del mondo” (Gv 1, 29), ora Giovanni è colto dal dubbio se Gesù sia davvero il Messia atteso oppure no. Giovanni ha sentito parlare delle opere del Cristo, della sua predicazione, delle sue azioni e si chiede se è stata tutta una costruzione personale il suo annuncio di un messia vittorioso e giudice sui nemici, che avrebbe affermato con forza il Regno di Dio e il suo potere. Giovanni si trova davanti ad un Messia che sembra non realizzare le sue aspettative, un Messia che propone un perdono incondizionato, rimette le colpe, non minaccia né attua vendetta, dice che un fuoco sì, lo vuole accendere, ma a partire dall’amore, non certo dal timore. È troppo diverso questo Messia dal Messia atteso da Giovanni e da Israele. Diverso, spesso, dal Dio che vorremmo noi! Il dubbio non diminuisce la fede del profeta, ma spinge Giovanni ad interrogarsi e, soprattutto, ad interrogare Gesù sulla Sua vera identità. Giovanni resta un credente nella Parola di Dio, e per questo lascia l’ultima parola a Gesù. Ogni uomo, prima o poi, si imbatte nella crisi. Attraverso la crisi veniamo purificati dalle nostre aspettative sbagliate o dalle visioni troppo anguste che ci siamo fatte. Non dobbiamo averne paura, ma coglierla come un’opportunità di crescita nella fede.