• 21 Febbraio 2026 17:03

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

I domenica di Quaresima (A)

Letture: Gn 2,7-9; 3,1-7/Rm 5,12-19/ Mt 4,1-11

Urge deserto, si, urge silenzio, urge solitudine, urge rientrare in noi stessi per trovare Dio. Urge vivere da figli che riconoscono in Dio il Padre amorevole e misericordioso.

Proviamo per un giorno a non leggere i giornali o scorrere le notizie sui siti o a spegnere la televisione, o ad avere il coraggio di spegnere il telefono, per fare davvero silenzio, per creare un luogo e un momento per poter capire chi siamo e in che direzione stiamo andando.

gesu-8-e1771682134124-300x232 Urge deserto per essere figliI quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto ricordano i giorni del diluvio; i quarant’anni dell’Esodo; i quaranta giorni di Mosè sul monte Sinai; i quaranta giorni di lotta di Davide contro Golia; i quaranta i giorni di cammino di Elia verso il monte Horeb; i quaranta giorni di predicazione di Giona a Ninive.
Il numero quaranta è un richiamo simbolico per indicare un tempo speciale, un tempo di fatica, di purificazione, di decisioni importanti, un tempo dedicato a Dio, in cui l’uomo lascia che il Signore guidi la propria vita. Quaranta giorni necessari per riconoscere la nostra umanità, di riscoprire la paternità di Dio e la nostra vocazione di figli.

Israele, nel deserto, imparò a diventare popolo. Noi nel deserto della vita anche se come il popolo eletto siamo liberati, non siamo ancora liberi.

Gesù, spinto dallo Spirito, ha usato quel tempo per decidere che tipo di Messia diventare indicandoci un metodo: quello di essere figli amati e non schiavi di qualcuno o qualcosa. Le tentazioni che Gesù prova appartengono alla quotidianità della vita e alla molteplicità delle esperienze. Avere le tentazioni non è peccato è peccato se scegli male.

Matteo riassume in tre grandi temi le tentazioni e le scelte che ogni discepolo è chiamato a fare nella sua vita:

La tentazione del pane

gesu-e1741506546987-300x226 Urge deserto per essere figliÈ evidente l’invidia per cui si parte dal problema della gola, dalla voglia di mangiare ciò che non si può mangiare. Ma il problema vero è l’invidia, la superbia, l’affermazione dell’ego. Abbiamo ereditato dai nostri progenitori di cibarci di qualcosa per essere indipendenti, per emanciparci, per diventare come Dio. Siamo noi che decidiamo se dare la vita o toglierla.

Se sei figlio di Dio, se sei uguale a Dio, se sei allo stesso livello di Dio di a queste pietre di diventare pane. Il diavolo invita Gesù a dimostrare la sua figliolanza violando la natura delle cose: il pane è pane e le pietre sono pietre. La tentazione è affermare la tua supremazia sulle cose. Ti dive autoaffermare.

La tentazione di volere un Dio magico a nostra disposizione

L’autoaffermazione prosegue anche nella seconda tentazione: se sei figlio comanda su tutto ciò che vedi e tutto e tutti ti obbediscano. La tentazione di un Dio che soddisfi le nostre false esigenze, la spettacolarizzazione della fede, la ricerca di miracoli, di segni è fortissima. Dio ci ha dato il segno dei segni Cristo Gesù

La tentazione del compromesso col potere, con ogni potere

preghiera-300x200 Urge deserto per essere figliTi darò il potere ma ti devi sottomettere, devi scendere a compromessi. Io ti do, ma tu devi. Questo è ciò che diciamo anche a Dio. Chiunque ha il potere su questa terra è schiavo di qualcun altro, soprattutto è schiavo della menzogna che causa violenze, sofferenze e morte fisica, morale e spirituale.

Ma ci possiamo piegare a qualcun altro che non sia il Padre? Lui solo adorerò, con Lui solo avrò una relazione intima, così come ci insegna San Francesco che di quaresime ne faceva cinque, per gustare il suo essere figlio e quindi fratello di ogni umana creatura.

La quaresima va vissuta con:

  • il digiuno per non assolutizzare i nostri appetiti
  • con la preghiera per evitare l’autoaffermazione nel portare ruoli e incarichi
  • con la carità per non appropriarci di nulla

Tutto questo serve per direzionare il nostro cuore verso il Signore. Con le nostre forze è quasi impossibile, serve l’abbandono allo Spirito Santo, perché è Lui che ci sospinge nel deserto in modo che diventiamo sposi, cioè fedeli a Dio e figli per essere fratelli e non avversari di coloro che la Provvidenza mette nel nostro cammino. Gesù risponde alla tentazione con la Parola che vive, che prega e che incarna.

Senza la guida forte della Parola e dello Spirito, è facile lasciarsi ingannare. L’adorazione di Dio è il grande segreto e la potenza misteriosa della libertà cristiana… la sua Parola è il nutrimento necessario, il nostro Battesimo, per questo ci è chiesto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto.

Buona domenica!