• 9 Febbraio 2026 9:49

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

Letture: At 5,27-32.40-41   Sal 29   Ap 5,11-14  Gv 21,1-19

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

pescatori-barca-300x200 Volevo essere un duro... ma sono solo un uomoPietro è deluso. Tre anni con il Maestro, tutto bello, affascinante, ma è finito tutto. Decide di tornare alla sua vecchia vita, a pescare. Se Tommaso è il nostro gemello, anche Pietro ci assomiglia, anzi noi assomigliamo a lui. Quante volte ci sentiamo avvolti nell’incertezza, anche noi chiediamo come il passante alla sentinella: “Quanto resta della notte?”(Isaia 21,11) Quanto resta ancora per avere la pace, per non leggere storie di giovani ragazze uccise, per non essere sfruttati nei posti di lavoro e morirci. Siamo delusi e amareggiati nel vedere avanzare l’odio contro gli immigrati, verso chi è diverso da noi, verso chi ha una visione politica e del mondo che non si conforma alla massa. Amareggiati nel vedere il nostro mondo andare verso ideologie nazionaliste molto pericolose, portate avanti da bulletti che a spese dei popoli e soprattutto dei poveri esercitano il loro potere.

Come Pietro, delusi, ci ritiriamo a vita privata. Pietro e compagni tornano da dove tutto ha avuto inizio, al loro mestiere di prima, alle parole di sempre, alle loro abitudini. Lontani dalle problematiche della gente. Ma il Signore Risorto ha bisogno di loro, anche se nel momento di difficoltà lo hanno lasciato solo. Anche se si sono arresi, Lui è presente nella normalità del quotidiano. Ritorna da loro, non pretende le scuse o che si  inginocchino davanti a lui, ma è lui che si inginocchia davanti a loro, così come fece quando gli lavò i piedi, e inizia a servirli preparandogli da mangiare.

pesca-300x169 Volevo essere un duro... ma sono solo un uomoAmareggiati che non hanno preso nulla e che tutto continua ad andare storto, si sentono ridire come nel primo incontro avuto anni fa di gettare le reti. Non dicono nulla e obbediscono. Sembra risentire Pietro quando disse “sulla tua Parola getterò le reti”. L’evangelista Giovanni ci dice che tirarono a bordo Centocinquantatré pesci, senza che la rete si rompa. San Girolamo dice che rappresentano il numero delle specie di pesci presenti nel mare secondo gli ebrei. Ame piace pensare che questo numero sta indicare tutte le diversità di carismi, di popoli, di persone diverse per tante ragioni che fanno parte dell’umanità e che la Chiesa abbraccia e contiene senza che la rete si rompa. A trascinare questa rete contenente la diversità è Pietro. Come non ricordare in questo Papa Francesco!

gesu-3-300x240 Volevo essere un duro... ma sono solo un uomoMa il bello deve ancora venire, continua a leggere non stancarti, perché il vangelo parla di te e me che siamo Pietro.

Gesù si comporta con naturalezza, scherza, ride, mangia con loro. In questo clima di amicizia e semplicità, seduti all’alba attorno a poche braci, il dialogo sublime tra Gesù e Pietro. L’ultima volta che si erano visti era stato al sinedrio quando Pietro negò di conoscerlo davanti a delle serve.

Gesù, come un innamorato che non si stanca di sapere se sono amati chiede: “Mi ami, Simone più di tutti?”

Questa volta Pietro non risponde subito. Non fa il duro, non ha più la maschera di quello pronto a morire, a prendere la spada per difendere il Maestro, scopre la sua umanità, la sua fragilità. Voleva essere un duro ma si accorge di essere Pietro, e risponde: “Ti voglio bene”. Gesù lo chiede ancora: “Mi ami”. Pietro risponde con un altro verbo, quello più umile, più nostro, verbo dell’amicizia e dell’affetto: ti voglio bene, capisce che non è più duro, più forte, più macho degli altri, non si misura con gli altri. Capisce che nella vita non serve fare teatro, ma è importante essere se stessi… anche sbagliando proprio come Pietro.

gesu-300x173 Volevo essere un duro... ma sono solo un uomoGesù per l’ultima volta chiede a Pietro, così come ad ognuno di noi di amarlo come riesce. “Cosa vuoi che ti dica, Maestro? Tu sai tutto, tu mi conosci, sai quanto ti voglio bene” risponde Pietro. Sicuramente il Signore ha sorriso, Pietro sicuramente ha pianto, ma è pronto a vivere da risorto, ha gettato la maschera del duro, del so tutto io, ed è pronto aiutare i fratelli poveri ora che ha accettato la sua povertà. Sa di essere fragile, ma sa anche di non essere solo. Sa che il Signore conta su di lui come conta su me e te, e come a Pietro dice anche a noi: «Seguimi».

È tempo di partire. È tempo di credere. È tempo di vivere da risorti!

Buona domenica!