• 9 Febbraio 2026 9:42

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Agrigento. L’Arma dei Carabinieri celebra la Virgo Fidelis

Il 21 novembre, giorno della celebrazione della “Virgo fidelis”, patrona dell’Arma dei Carabinieri, nella Basilica dell’Immacolata di Agrigento, mons. Alessandro Damiano ha presieduto la Santa Messa alla presenza dei carabinieri di tutta la provincia e con la partecipazione delle massime Autorità locali e dei fedeli. Al termine , presso l’adiacente Conventino Chiaramontano è stata inaugurata la mostra fotografica dal titolo “Virgo fidelis, l’Arma dei Carabinieri e il culto della Madonna nel territorio di Agrigento” realizzata dal fotografo agrigentino Massimo Palamenghi. Con l’appellativo di Virgo Fidelis la Vergine Maria è divenuta Patrona dell’Arma dei Carabinieri dall’11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve apostolico di Papa Pio XII. Da allora il culto di Maria è legato alla tradizione dell’Arma, che rivede nel titolo di Virgo fidelis l’essenza del proprio motto “Nei secoli fedele”. La mostra fotografica nasce dall’idea di esprimere e descrivere il legame esistente tra i Carabinieri e la Vergine attraverso un percorso spirituale e culturale che si estrinseca sul territorio della provincia agrigentina, valorizzando il patrimonio di immagini e rappresentazioni sacre, vera e propria ricchezza dell’Arcidiocesi e delle comunità. Le tele, le statue, le immagini presenti nelle chiese e nei luoghi sacri sono state associate alle uniformi indossate dai carabinieri che prestano servizio nei diversi siti interessati, contribuendo a fornire un gioco di prospettive e colori raccontati attraverso l’ispirazione artistica di Massimo Palamenghi, che ha colto con entusiasmo l’invito del Comando Provinciale Carabinieri e dell’Arcidiocesi a collaborare al progetto. Il risultato è un’esposizione di immagini in cui si condensa il senso della fede mariana e l’identità di un’Istituzione, l’Arma dei Carabinieri, che fonda sul legame con il territorio e i suoi cittadini l’essenza della propria missione.

Mons. Alessandro Damiano nel suo intervento omiletico ha espresso stima per l’opera del’Arma “a favore dell’ordine pubblico e della custodia del bene comune per il civile progresso del nostro Paese. Voi siete – ha detto – uomini e donne d’ordine, educati ad un alto senso del dovere, “nei Secoli Fedele” è il vostro motto. Fedeli a che cosa? Si è chiesto.  Ed ha risposto condividendo le parole di San Giovanni Paolo II, rivolte proprio ad un gruppo di Carabinieri nel maggio dell’88: «Fedeli anzitutto alla Legge divina scritta nel cuore di ogni essere umano; e fedeli poi alle leggi che regolano la comunità nazionale. Fedeli, e quindi pronti a difenderle anche con la vita, come avete tante volte provato, per consentire a tutti di vivere nella giustizia e nella pace. Questa è la vostra esemplare tradizione, che ha sfidato il tempo e il succedersi di tante vicende storiche. E se questa è una fedeltà condivisa da tutti coloro che si sono impegnati nell’Arma con solenne giuramento, lo è ancor di più da quelli tra loro che sono credenti. Essi trovano il loro campo di impegno là dove la Provvidenza li ha posti, per ordinare e trasformare il mondo non secondo mode passeggere o interessi di parte, ma secondo gli eterni valori posti dal Creatore a fondamento della vita e della pace: la verità e la libertà, la solidarietà e la giustizia. Chi è fedele a Dio, lo è anche agli uomini. Come è bello pensare che, attraverso la disciplina del vostro servizio, potete raggiungere una maturità umana e cristiana che diventa anche nella vita civile una garanzia di ordine e di moralità! È maturo colui che sa assumere le sue responsabilità». Purtroppo – ha proseguito – , proprio per il servizio che svolgete, voi siete non di rado oggetto dell’odio e della violenza di chi non accetta le regole della civile convivenza. Le numerose vittime che l’Arma ha dovuto registrare nel corso degli anni, dimostrano quanto sia rischiosa la vostra professione, desidero ricordarle tutte con paterna riconoscenza.Queste aggressioni non sono rivolte soltanto contro di voi, cari Carabinieri, ma contro la coscienza di tutti i cittadini onesti; non vi lasciate intimidire – o scoraggiare – da tali fatti, ma perseverate nel vostro impegno a servizio della giustizia. È con la forza della giustizia, senza cedimenti all’odio o al rancore, che voi potete sostenere la speranza di tutti i cittadini ed incoraggiare l’insopprimibile esigenza dell’ordine e della pace civile (cfr. Giovanni Paolo II, Discorso … 5.05.1988).

L’Arcivescovo ha concluso affidando gli uomini  e le donne dell’Arma a Maria la madre del Signore, la Virgo Fidelis. “La mostra fotografica – ha detto – che inaugureremo al termine di questa celebrazione fissa, con i linguaggi dell’arte, la profonda attenzione dell’Arma dei Carabinieri per il territorio, con il suo patrimonio storico-artistico, e per la devozione mariana. Ella, Maria, può comprendere le vostre difficoltà e sostenervi nell’impegno di superarle. Continuate ad invocarla con le parole della vostra bella preghiera, affinché in ogni circostanza accompagni la vostra vigilanza, sostenga il vostro sacrificio, infiammi la vostra devozione”. Ha espresso, infine, un sentito ringraziamento al Colonnello Nicola De Tullio, al Tenente Colonnello Vincenzo Bulla e al Capitano Annamaria Putortì, nonché a tutta l’Arma dei Carabinieri per aver promosso la mostra fotografica.

“Per noi – ha detto il Comandante Provinciale, Col. Nicola De Tullio – si è trattato di un percorso di esperienze ed emozioni, un’occasione per conoscere meglio le ricchezze artistiche e religiose di un territorio meraviglioso, quello della provincia di Agrigento, vero e proprio museo vivente di storia e cultura. Un sentito ringraziamento all’Arcivescovo Mons. Alessandro Damiano, alla Direttrice del Museo Diocesano, Dott.ssa Domenica Brancato, al Responsabile dei beni culturali della Diocesi, Padre Giuseppe Pontillo e all’amico fotografo Massimo Palamenghi, che con il loro entusiasmo e la loro tenacia hanno reso possibile questo progetto. L’iniziativa è dedicata ai cittadini, con l’augurio di vivere l’esperienza di Agrigento Capitale della cultura 2025 come un’opportunità unica di crescita e condivisione. Per questo abbiamo voluto offrire questo nostro piccolo ma sentito contributo di impegno, che si affianca alla promessa di essere fedeli sempre, come il colore forte delle uniformi, come la solennità dei luoghi sacri ritratti negli scatti della mostra”.

(fonte: lamicodelpopolo.it/)