• 9 Febbraio 2026 9:41

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Leone XIV: “I cristiani siano compassionevoli, Dio si rivela specialmente in chi soffre”

“Ogni sorella e ogni fratello è dimora di Dio” e la sua presenza “si rivela specialmente nei piccoli, nei poveri e in coloro che soffrono, chiedendoci di essere cristiani attenti e compassionevoli”. Guarda alla “meravigliosa promessa” di Gesù agli Apostoli, quando annuncia loro il dono dello Spirito Santo, la catechesi di Papa Leone XIV che precede la preghiera del Regina Caeli di questa Sesta domenica di Pasqua. L’abbiamo ascoltata nel Vangelo di Giovanni proposto dalla liturgia: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL REGINA CAELI DI PAPA LEONE XIV

La prima volta dalla finestra del Palazzo Apostolico

C’è grande entusiasmo tra i fedeli in Piazza San Pietro, quando per la prima volta Leone XIV appare alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, che si affaccia su Piazza San Pietro. Il Papa ringrazia tutti i fedeli, i tantissimi tra le braccia del Colonnato, e quelli collegati attraverso i mezzi di comunicazione, “per l’affetto che mi state manifestando, mentre vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera e vicinanza”. Con un riferimento anche alla sua “chiamata” da parte del Signore, Leone XIV sottolinea che “nel percorso di vita così come nel cammino di fede, ci sentiamo a volte inadeguati”. “Tuttavia, proprio il Vangelo di questa domenica ci dice che non dobbiamo guardare alle nostre forze, ma alla misericordia del Signore che ci ha scelti, certi che lo Spirito Santo ci guida e ci insegna ogni cosa.”

Se Dio dimora in noi, il suo amore ci illumina

Gesù libera gli Apostoli, turbati e angosciati alla vigilia della sua morte, da questa preoccupazione, annunciando il dono dello Spirito, e può die loro: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”. Se rimaniamo nel suo amore, infatti, Lui stesso prende dimora in noi, la nostra vita diventa tempio di Dio e questo amore ci illumina, si fa spazio nel nostro modo di pensare e nelle nostre scelte, fino a espandersi anche verso gli altri e irradiare tutte le situazioni della nostra esistenza

Anche se fragili, diveniamo strumento del suo amore

Il dono dello Spirito Santo, spiega il Pontefice, è proprio questo “dimorare di Dio in noi”, che “ci prende per mano e ci fa sperimentare, anche nella vita quotidiana, la presenza e la vicinanza di Dio, rendendoci sua dimora”. Ed è bello allora che, “guardando alla nostra chiamata, alle realtà e alle persone che ci sono state affidate, agli impegni che portiamo avanti, al nostro servizio nella Chiesa”, commenta Papa Leone XIV, ciascuno di noi possa dire con fiducia:  Anche se sono fragile, il Signore non si vergogna della mia umanità, anzi, viene a prendere dimora dentro di me. Egli mi accompagna col suo Spirito, mi illumina e mi rende strumento del suo amore per gli altri, per la società, per il mondo.

La presenza di Dio nei piccoli e nei poveri

Rafforzati da questa promessa, conclude il Papa, “camminiamo nella gioia della fede, per essere tempio santo del Signore”.  “Impegniamoci a portare il suo amore ovunque, ricordandoci che ogni sorella e ogni fratello è dimora di Dio, e che la sua presenza si rivela specialmente nei piccoli, nei poveri e in coloro che soffrono, chiedendoci di essere cristiani attenti e compassionevoli”

In questo possiamo affidarci all’ intercessione di Maria Santissima, che, per opera dello Spirito Santo, è diventata “Dimora consacrata a Dio”. Con Lei, ricorda infine Leone XIV, “anche noi possiamo sperimentare la gioia di accogliere il Signore ed essere segno e strumento del suo amore”.