• 9 Febbraio 2026 9:41

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Ministeri istituiti: a Catania una scuola che forma lettori, accoliti e catechisti

Sedersi tra i banchi per imparare a proclamare la Parola, servire all’altare o guidare la catechesi: nella diocesi di Catania molti laici stanno vivendo questa esperienza grazie alla “scuola dei ministeri istituiti”. Nata per dare forma alle indicazioni di papa Francesco, trasforma un desiderio diffuso – servire stabilmente la comunità – in un percorso strutturato di studio, pratica e discernimento.

Il cammino prende spunto dalle riforme del pontefice. Con il motu proprio Spiritus Domini (2021) papa Francesco apre anche alle donne la possibilità di essere lettori e accoliti. Con Antiquum Ministerium (2021) istituisce ufficialmente il ministero del catechista. Due provvedimenti che danno dignità e stabilità a servizi già presenti nelle parrocchie, ma senza un riconoscimento liturgico e istituzionale.

La diocesi di Catania risponde istituendo un percorso biennale, coordinato dall’Ufficio per i ministeri istituiti diretto da don Giovambattista Zappalà. Con un percorso articolato in laboratori specifici per lettori, accoliti e catechisti, tenuti al Seminario interdiocesano e al Piccolo Seminario di Biancavilla.

«Per me questa è un’esperienza molto bella – Spiega Giovambattista Zappalà – una realtà nuova per la nostra Diocesi. Un plauso va all’arcivescovo, che appena arrivata la nota della CEI con la possibilità di avviare tutto, ha avuto il coraggio di aprire subito questa scuola e di affidarla a me. Gli sono molto grato. All’inizio gli aspiranti erano 85. Alcuni, per motivi personali o familiari, hanno dovuto ritirarsi e oggi siamo circa 50-52 partecipanti. Provengono da parrocchie diverse della diocesi e hanno in comune un forte impegno ecclesiale. La maggior parte possiede un titolo di studio – molti sono laureati – ed è composta da persone motivate, assetate di approfondire la Sacra Scrittura, la liturgia e la teologia. Io stesso ho ricevuto molto da loro».

Sabato scorso i primi conferimenti dei ministeri nella Basilica Cattedrale di Sant’Agata V. M. a Catania, presiedute dall’arcivescovo Luigi Renna per i lettori. Sabato 4 ottobre 2025 per gli accoliti e sabato 18 ottobre 2025 per i catechisti. Ogni celebrazione è fissata alle ore 10.00.

«Con la celebrazione di ieri, 20 settembre – scrive In un editoriale pubblicato su Avvenire, l’arcivescovo Renna – sono stati istituiti i primi lettori… Per la prima volta, nella storia della nostra Chiesa, vengono istituiti come ministri della Parola e dell’altare delle donne. Credo che dobbiamo riflettere sulla “portata storica” di questa celebrazione… Ma tutti questi ministeri non rischiano di trasformare il volto della Chiesa in una comunità “clericale”? Niente affatto, ma farà di essa la comunità nella quale c’è una pluralità di carismi e di ministeri, che è “Chiesa tutta ministeriale”».

L’arcivescovo ha ricordato come questi ministeri abbiano il loro fondamento nel battesimo, non siano semplici riti di passaggio e aprano a una visione più ampia della corresponsabilità ecclesiale:

«Questi fratelli e sorelle che vedremo nella liturgia proclamare la Parola e servire all’altare o impegnati nella catechesi – continua il presule – saranno per noi il ricordo che, con la tuta da lavoro in officina, con le nostre mansioni educative in una scuola, in un ufficio e o nei campi, in famiglia e nelle associazioni e movimenti, dovunque saremo chiamati ad essere testimoni credibili».

Un percorso che, nelle parole del direttore della scuola, punta a una Chiesa che non si chiude in sé stessa ma che vive il ministero come servizio:

«Tutti i corsisti di tutti e tre i ministeri hanno ben chiaro un principio – conclude padre Giovanbattista – dall’altare si scende verso la piazza, dall’aula catechistica si va verso le case, per incontrare le persone che cercano – magari senza saperlo – Dio».

Con l’avvio di questo cammino, la diocesi di Catania apre un capitolo nuovo nella vita delle parrocchie e, allo stesso tempo, mette in pratica le riforme volute da papa Francesco, radicandole nel territorio e nelle comunità locali.

(Fonte propspettive.eu – foto di Giovanni Crisafulli)