• 4 Marzo 2026 8:01

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Giuseppe Maggiore

III domenica di Avvento (A)

Letture: Is 35,1-6.8.10/ Gc 5,7-10/ Mt 11,2-11

Non è peccato avere dei dubbi e non ci deve neppure scandalizzare la domanda che Giovanni Battista pone a Gesù per mezzo dei suoi discepoli.

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”

battista-1-300x283 Alla ricerca di DioIl dubbio di Giovanni Battista ‘non ci deve scandalizzare, perché se riflettiamo sulla nostra realtà vediamo che i popoli e i governanti che si dichiarano cristiani sono quelli che fanno guerra e che parlano di riarmo, che sfruttano le popolazioni povere con le multinazionali e che non esitano a sottomettere economicamente altri popoli e nazioni. Ma alla fine, da chi e da che cosa siamo stati salvati?

Oggi come sempre, il mondo è pieno di “profeti” e di “messia”, di “voci che gridano”, di “veggenti”, “missionari“, “maghi”… Ce ne stanno abbastanza nella politica, uomini e donne che conquistano un palcoscenico per un po’ di tempo per poi svanire lasciando strascichi dietro di sé, così come nella religione, dove ci sono guide “spirituali’’ che sfruttano l’ignoranza dei loro proseliti per creare clima di violenza e divisione. “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti’’. (Mt 24,24).

Abbiamo costantemente bisogno di qualcuno che possa difendere le nostre esigenze più che i nostri diritti, che ci dia sicurezza e ci difenda dai nemici che quotidianamente ci inventiamo.

migranti-300x199 Alla ricerca di DioCome il popolo di Israele nel deserto ci creiamo degli idoli, rifiutando Dio che ci parla di pace e amore.

Giovanni aspettava un Messia castigatore. Come dice Padre Ermes Ronchi, Gesù non porta il castigo di Dio, ma la sua misericordia. Beato chi ha il coraggio di andare in cerca di ciechi, di zoppi, di perduti, di guardare negli occhi i profughi, di sostenere un germoglio di Dio sul mondo devastato. Beato chi ha il cuore pieno di volti e di nomi. La differenza fra favola e profezia sono una mangiatoia e una croce, dove non c’è inganno, non c’è imbroglio, nessun fine nascosto.

Siamo in continua ricerca di Dio e non ci rendiamo conto che il segno é ancora una volta un bimbo adagiato in una mangiatoia. Non nei centri commerciali, nei grandi salotti di ricchi e benestanti, neppure nei tanti pranzi preparati per i poveri per dirsi quanto si é bravi e buoni. Diosi trova nei luoghi impensabili, basta cercarlo…

“Cosa siete andati a vedere?”

giovanni-battista-300x225 Alla ricerca di DioGiovanni e la sua vita sono già un annuncio, ecco perché Gesù dice chi siete andati a vedere e non ascoltare. Non bastano fiumi di parole: catechesi, omelie, comizi e migliaia di documenti che dovrebbero orientare la nostra vita. Tutto questo spesso è in contraddizione con il nostro modo di vivere il cristianesimo. Forse se ascoltassimo meno parole e più Parola tutto sarebbe diverso… tutto sarebbe salvo. Un annuncio con la vita, una predica del buon esempio come ci insegna Francesco di Assisi. Abbiamo bisogno di profezia, cioè di uomini capaci di avere una relazione intima con il Signore per poi saper osare, saper vivere il Vangelo annunciandolo con scelte coraggiose esponendosi senza paura. La nostra preoccupazione così come scrive Curtaz dovrebbe essere quella di diventare profezia.

Ricordiamoci che con il battesimo tutti siamo profeti. Ancora oggi tanti si chiedono se dobbiamo aspettarne un altro, Gesù indica a Giovanni i tanti segni della presenza di Dio: segni di amore e misericordia. I segni della presenza di Dio siamo noi quando ci facciamo prossimo ad ogni fratello o sorella che è in difficoltà.

“In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”.

parola-1-300x191 Alla ricerca di DioChi vive davvero la Parola e con la sua vita costruisce quotidianamente un pezzo di Regno di Dio, è grande nella piccolezza, non si ha la necessità di lottare per essere i primi e di fare carriera, ma annuncia la presenza di Dio in maniera sommessa e piccola, nascosta, come il lievito o come un granello di senape, o come un bambino. Tutto questo ci porta gioia, la gioia di preparare le strade al Signore che nasce ancora una volta in un cuore ascoltante e che sa portare frutto.

Il Natale del Signore e non il natale del mondo, ci insegna la piccolezza di un Dio bambino che nasce in un luogo povero e tra i poveri.

Buona domenica!