Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione.
Dopo la preghiera dell’Angelus, recitata dallo studio del Palazzo Apostolico, Papa Leone XIV rivolge un accorato appello per il Venezuela e il suo popolo, esortando a rispettare la “sovranità” e lo “stato di diritto”.
Ieri, sabato 3 gennaio, alle 2 del mattino ore locali, la capitale del Paese sudamericano, Caracas, è stata colpita da una serie di esplosioni avvertite in diversi quartieri della città. Il presidente statunitense Donald Trump, ha spiegato che “gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il presidente, Nicolás Maduro, è stato catturato insieme alla moglie e trasferito fuori dal Paese”.
Il Pontefice chiede che si tutelino i “diritti umani e civili di ognuno e di tutti” e che si lavori “per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia”. Nell’incertezza della situazione, la preoccupazione del Pontefice si focalizza, poi, sui più poveri della Nazione che già, da oltre dieci anni, “soffrono a causa della difficile situazione economica”.
