Commento di Suor Cristiana Scandura
Sant’ Atanasio
Letture: At 13,44-52 Sal 97 Gv 14,7-14
“Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto” (Gv 10,7).
La prima parte di questo brano è segnata dai verbi conoscere e vedere. Gesù si presenta come colui che svela il volto autentico di Dio. In via ordinaria, la conoscenza passa attraverso i sensi, vedere e toccare sono i veicoli fondamentali dell’esperienza umana. Ma l’uomo non è capace di vedere Dio, se non è Dio stesso che si fa vedere. L’uomo non può arrivare a Dio, è Dio che si fa uomo: “Il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18).
In fondo, è questa la bella notizia che risuona nel Vangelo: Dio si rivela per farsi conoscere senza ambiguità, si presenta nella condizione umana per rischiarare le nebbie delle domande e dei dubbi. Non ci consegna una parola oscura e tutta da decifrare, si rivela nella persona di Gesù. Tutto quello che Gesù dice e fa, svela qualcosa di Dio. Tutto questo è un segno della misericordia di Dio. Rendendosi visibile, ci ha permesso di arrivare alle cose invisibili. Senza questa misericordia saremmo costretti a cercare a tentoni, come ciechi.
L’uomo porta nel suo cuore la profonda nostalgia di Dio, prova ne è che qualsiasi persona o cosa su questa terra non può soddisfare e appagare il suo cuore. Come direbbe S. Agostino: “Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio”.
Tutti desideriamo vivere felici, non perdiamo tempo a cercare la gioia dove non possiamo trovarla, ma andiamo direttamente alla sorgente: Dio.
