• 5 Marzo 2026 12:13

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Giovedì della II settimana di Quaresima 

Letture: Ger 17,5-10   Sal 1   Lc 16,19-31

“C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimi e ogni giorno si dava a lauti banchetti” (Lc 16,9).

lazzaro-e-il-ricco-epulone-300x214 Il ricco e il poveroIl Vangelo odierno presenta la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. La vita di queste due persone sembra scorrere su binari paralleli: le loro condizioni di vita sono opposte. Il portone di casa del ricco è sempre chiuso al povero, che giace lì fuori, cercando di mangiare qualche avanzo della mensa del ricco. Questi indossa vesti di lusso, mentre Lazzaro è coperto di piaghe; il ricco ogni giorno banchetta lautamente, mentre Lazzaro muore di fame. Questa scena ricorda il duro rimprovero del Figlio dell’uomo nel giudizio finale: “Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare” (Mt 25,35).

Il ricco impersona l’uso iniquo delle ricchezze da parte di chi le adopera per un lusso sfrenato ed egoistico, pensando solamente a soddisfare se stesso, senza curarsi degli altri. Il povero, al contrario, rappresenta la persona di cui soltanto Dio si prende cura: a differenza del ricco, egli ha un nome, Lazzaro, abbreviazione di Eleazaro, che significa “Dio lo aiuta”.

Chi è dimenticato da tutti, Dio non lo dimentica; chi non vale nulla agli occhi degli uomini, è prezioso a quelli del Signore. Lazzaro, che giace davanti alla porta, è un’occasione offerta al ricco per uscire da se stesso e donarsi, ma questi non la coglie. Chi è egoista è chiuso in se stesso e non si accorge nemmeno degli altri. Li evita per non avere problemi illudendosi così di essere tranquillo, mentre in realtà si isola e vive in modo infelice.

Chiediamo al Signore la grazia di riconoscere i Lazzari che bussano alla nostra porta e al nostro cuore, in essi è Gesù che ci viene incontro, come Lui stesso dice: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Nessuno è così povero da non poter donare un po’ di amore.