• 14 Marzo 2026 10:18

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Sabato della III settimana di Quaresima 

Letture: Os 6,1-6; Sal 50; Lc 18,9-14

“Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri” (Lc 18,9).

Gesu-1-300x169 Un giorno credi di essere giusto...Anche noi potremmo essere tentati, come il fariseo, di ricordare a Dio i nostri meriti, magari pensando al nostro impegno nella sequela del Signore. Ma, per salire al Cielo, la preghiera deve partire da un cuore umile, povero. È quindi necessario che ci riconosciamo piccoli e bisognosi di salvezza, di misericordia e che riconosciamo che tutto viene da Lui e che solo con la sua Grazia riusciamo a realizzare qualcosa di buono. Sentirsi migliori degli altri è il chiaro segno del fallimento della nostra vita spirituale. Invece: “La preghiera del povero attraversa le nubi”, afferma il Siracide (35,21); e il salmista aggiunge: “Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti” (Sal 34,19).

Chi ha un’autentica vita spirituale non si sente mai superiore agli altri, ma sente crescere dentro se stesso una grande compassione che lo fa sentire in comunione profonda con tutti. L’esperienza di fede, infatti, da una parte ci dona un grande realismo su chi siamo noi, sulla nostra miseria, sui nostri limiti, sulle nostre fragilità, ma allo stesso tempo ci fa sentire profondamente amati così come siamo e proprio per questo innesca in noi una possibilità di cambiamento.

Sentirsi migliori degli altri blocca la vita spirituale. Ma anche sentirsi solo un nulla blocca la nostra vita spirituale. Sentirsi amati come siamo, invece, ci dà fiducia e ci fa procedere nel cammino spirituale.