• 21 Aprile 2026 13:39

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San Benedetto, da San Fratello a Viggiù: nella fede viva che unisce

di Antonino MirendaNel pomeriggio del 18 aprile, subito dopo l’incontro istituzionale tra le Amministrazioni comunali di Viggiù e San Fratello, la comunità  della città lombarda, si è raccolta in un momento di intensa partecipazione con la processione e la celebrazione eucaristica dedicate a San Benedetto da San Fratello detto il Moro.

don-marco-225x300 San Benedetto, da San Fratello a Viggiù: nella fede viva che unisceUn passaggio naturale, quasi necessario: dalle istituzioni alle persone, dai rapporti formali alla fede vissuta. Non è stata soltanto una celebrazione religiosa, ma un’esperienza capace di toccare il cuore, di coinvolgere generazioni diverse e di rendere visibile un legame profondo, fatto di storia, spiritualità e identità condivisa.

A guidare questo percorso è stato Fra Giuseppe Maggiore, presente a Viggiù per la predicazione del triduo in preparazione alla festa del Santo. Un cammino spirituale che affonda le sue radici nei mesi precedenti, quando, durante gli esercizi quaresimali, lo stesso Fra Giuseppe aveva donato alla comunità – a nome della Provincia dei Frati Minori di Sicilia – una reliquia di San Benedetto: una piccola parte del corpo del Santo, segno tangibile di una presenza viva che continua ad accompagnare il cammino dei fedeli. Un gesto dal forte valore simbolico e spirituale, che ha reso ancora più intenso il legame tra Viggiù e San Fratello, terra natale di San Benedetto, e che ha dato un significato ancora più profondo alle celebrazioni di questi giorni.

Tra i momenti più significativi vissuti dalla comunità, particolarmente toccante è stato l’incontro del sabato mattina con gli ammalati e, successivamente, con i bambini. Due momenti diversi, ma uniti da un unico obiettivo: rendere la figura di San Benedetto viva, vicina, comprensibile a tutti.

san-benedetto-viggiu-2-300x225 San Benedetto, da San Fratello a Viggiù: nella fede viva che unisceCon gli anziani e gli ammalati, il clima è stato raccolto e carico di emozione; con i più piccoli, invece, si è trasformato in un’esperienza viva e coinvolgente. Attraverso una sorta di intervista guidata dal parroco Don Marco De Bernardi, Fra Giuseppe ha dato voce a San Benedetto stesso, raccontandone la storia con semplicità e immediatezza. Un gesto semplice ma potentissimo ha reso questo momento ancora più significativo: i bambini hanno dipinto il volto di Fra Giuseppe, permettendogli di “diventare” simbolicamente San Benedetto. Un’immagine forte, capace di trasmettere il messaggio del Santo con autenticità e di avvicinare i più piccoli alla sua storia, rendendoli protagonisti.

In questo clima, la celebrazione eucaristica ha consegnato parole che restano. «Ascoltare, pregare, conoscere, vivere, testimoniare». Cinque verbi, essenziali come il Vangelo, che raccontano il cammino di San Benedetto e indicano, ancora oggi, una strada possibile. Un percorso che nasce nel silenzio, cresce nella fedeltà e diventa vita concreta. E poi lo sguardo. Quello che cambia tutto.

san-benedetto-viggiu-226x300 San Benedetto, da San Fratello a Viggiù: nella fede viva che unisce«Gli uomini vedono uno schiavo… Dio vede un figlio, vede una perla preziosa». È qui il cuore. È qui San Benedetto. Africano, figlio di schiavi, giudicato secondo categorie umane limitate. Eppure capace di diventare segno di una dignità che non può essere negata, di una libertà che nasce dentro, di un Vangelo che non esclude ma accoglie. Uno sguardo che nasce nel silenzio e nella fedeltà, come quello di Giovanni Battista che riconosce il passaggio del Signore nella quotidianità. Uno sguardo che si costruisce nel tempo, nella preghiera, nella lotta interiore. Uno sguardo che San Benedetto ha imparato a vivere, trasformando la sua vita in testimonianza. «Il Signore passa nella nostra vita… sta a noi alzare lo sguardo».

Non fermarsi a ciò che appare, non restare chiusi nei propri limiti, ma riconoscere Dio nei gesti semplici, nelle relazioni, nelle situazioni di ogni giorno. Non un santo distante, non un’immagine da venerare, ma una vita che provoca, che interroga, che chiede di essere imitata. Un uomo che ha saputo dire “sì” ogni giorno, anche nelle difficoltà, anche quando tutto poteva sembrare più semplice scegliendo un’altra strada. Un uomo che ha riconosciuto Dio nella normalità, nei gesti semplici, nella concretezza della vita.

san-benedetto-viggiu-1-300x225 San Benedetto, da San Fratello a Viggiù: nella fede viva che unisceLe celebrazioni di Viggiù hanno restituito proprio questa immagine: una comunità unita, capace di vivere la fede in modo autentico e di renderla concreta nella vita quotidiana. La reliquia donata non rappresenta soltanto un segno di devozione, ma un invito a vivere una fede fatta di ascolto, preghiera e testimonianza. Una presenza silenziosa ma viva, che continua ad accompagnare il cammino della comunità.

San Benedetto, ancora oggi, continua a parlare. E Viggiù ha saputo ascoltare.

Presente l’associazione dei Sanfratellani di Viggiù che alla fine della celebrazione hanno offerto un rinfresco con una torta raffigurante San Benedetto.