A Kandy, in Sri Lanka, dal 27 al 29 aprile, i frati della Fondazione di San Giuseppe Vaz si sono riuniti per l’Assemblea della Fondazione, un tempo di preghiera e discernimento che ha riaffermato il desiderio di vivere il Vangelo nello spirito di san Francesco d’Assisi.
Con il motto “Ricostruendo la fraternità evangelica; pellegrini della speranza nello spirito del Transito di San Francesco”, l’assemblea ha radunato i frati della Fondazione, dipendente dalla Provincia di San Pietro Battista (Filippine), per rileggere la vita fraterna e la missione nel contesto di una Chiesa minoritaria. La celebrazione eucaristica di apertura ha posto l’incontro nell’orizzonte dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco, come invito concreto a ricominciare nella conversione e nella fedeltà al Vangelo.
Durante i giorni di lavoro, i frati hanno condiviso con semplicità la realtà della loro fraternità, riconoscendo doni e sfide. Nel dialogo è emersa con forza una convinzione: l’identità francescana si fonda anzitutto sull’essere fratelli, prima ancora che sul fare. Da qui è stata sottolineata la necessità di rafforzare la vita comunitaria, perché le case non si riducano a una convivenza funzionale, priva di una fraternità scelta e custodita. Per questo i frati hanno rinnovato l’impegno alla preghiera comune, alla vita condivisa e a incontri regolari in fraternità, come espressioni concrete della vocazione ricevuta.
L’assemblea ha affrontato con realismo anche la questione delle vocazioni e della formazione. Di fronte alle difficoltà nell’attrarre e accompagnare nuovi candidati, è stata evidenziata l’urgenza di proporre percorsi che formino i giovani alla vita, alla fede e al discepolato, con un accompagnamento solido. In questa linea è stata approvata la ristrutturazione del programma degli aspiranti, orientandolo come iniziativa pastorale più ampia per i giovani, centrata sulla formazione umana, cristiana e francescana, senza presupporre immediatamente una scelta di vita consacrata. È stata inoltre indicata l’importanza di criteri di discernimento più chiari, di adeguate misure di tutela e del rafforzamento dell’équipe formativa.
Riguardo alla missione, i frati hanno riconosciuto la necessità di un orizzonte comune che aiuti a vivere la presenza apostolica come fraternità, e non soltanto come somma di iniziative personali. Con questo intento è stata riaffermata la priorità della vicinanza ai poveri e a quanti vivono ai margini, ed è stata considerata la possibilità di riaprire presenze missionarie. È stato anche valorizzato il dialogo interreligioso come dimensione significativa della presenza francescana in Sri Lanka. Nel discernimento è stata inclusa la collaborazione con Surol, per cercare maggiore chiarezza giuridica e un migliore allineamento con la missione propria della Fondazione.
La Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato (GPIC) è stata riconosciuta non come ambito separato, ma come dimensione costitutiva della vita francescana. L’assemblea ha indicato l’importanza di integrare giustizia, inclusione e partecipazione nella formazione, nella vita fraterna e nella missione, soprattutto là dove le comunità sono più esposte alla povertà e all’esclusione.
Per quanto riguarda l’organizzazione interna, i frati hanno scelto di mantenere l’attuale struttura della Fondazione, restando disponibili alle indicazioni della Provincia e considerando il sostegno di un Delegato provinciale. Al tempo stesso sono state definite misure concrete di trasparenza e rendicontazione, tra cui un sistema finanziario unificato, rapporti periodici e un’assegnazione mensile stabile per i frati.
L’Assemblea della Fondazione si è conclusa con l’approvazione di venti risoluzioni su formazione, missione, GPIC e governance, per lo più sostenute all’unanimità. Nel messaggio finale, il Ministro provinciale e Presidente dell’assemblea, Fr. Lino Gregorio V. Redoblado, OFM, ha esortato i frati ad accogliere il centenario del Transito di san Francesco come un vero tempo di rinnovamento. Ha detto “Questo non è semplicemente una commemorazione, ma un invito alla conversione; a ricominciare con rinnovato vigore”. Ha aggiunto: “La vita fraterna è la nostra prima testimonianza; dobbiamo sceglierci gli uni gli altri ogni giorno, con pazienza, perdono e speranza”.
I frati sono rientrati nelle loro comunità con gratitudine per un cammino condiviso che, oltre i temi affrontati, è stato vissuto come un tempo di grazia. Con una direzione più chiara e un’unità rafforzata, la Fondazione di San Giuseppe Vaz guarda al futuro con speranza, impegnata a vivere il Vangelo con maggiore autenticità come fratelli e missionari in Sri Lanka.
