Commento di Suor Cristiana Scandura
Lunedì della V settimana di Pasqua
Letture: At 14,5-18 Sal 115 Gv 14,21-26
«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,21).
L’amore non può essere una questione di parole. L’amore è qualcosa che deve per forza avere a che fare con i fatti. In questo senso l’amore è anche la fatica di amare. Ogni giorno dobbiamo apprendere l’arte di amare guardando a Cristo Crocifisso. È l’amore che ci introduce nella conoscenza di Gesù, grazie all’azione dello Spirito Santo.
Sappiamo bene che l’amore verso Dio e verso il prossimo è il più grande comandamento del Vangelo. Eppure anche per un cristiano amare non è mai un dato acquisito una volta per tutte; ogni giorno si deve ricominciare, ci si deve esercitare perché il nostro amore verso i fratelli e le sorelle che incontriamo diventi maturo e purificato da quei limiti o peccati che lo rendono parziale, egoistico, sterile e infedele. Se c’è un atteggiamento che non è mai facile, non è mai scontato anche per una comunità cristiana, è proprio quello di amare. A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa.
Il Signore oggi ci chiama a corrispondere generosamente a questa chiamata evangelica, ponendo Dio al centro della nostra vita e dedicandoci al servizio dei fratelli, specialmente i più bisognosi di sostegno e di consolazione.
