• 4 Maggio 2026 14:33

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Elezioni Agrigento, mons. Damiano e don Sorce: “Onestà e competenza”

Pubblichiamo la nota per le prossime elezioni amministrative, sottoscritta dall’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, e da don Mario Sorce, direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Agrigento.

A 20 giorni dalle elezioni amministrative che interesseranno otto città della provincia, il clima politico che si respira appare segnato, ancora una volta, da dinamiche che rischiano di allontanare i cittadini dalla fiducia nelle istituzioni. In queste settimane abbiamo assistito a candidature annunciate e poi ritirate, scelte e successivamente smentite, nomi indicati nel segno dell’unità e poi messi da parte, simboli concessi e subito dopo revocati. Uno scenario che restituisce l’immagine di una politica spesso ripiegata su logiche interne, più attenta agli equilibri di gruppo che al bene delle comunità.

Eppure, la politica non dovrebbe mai smarrire la propria natura più autentica: quella di servizio. Servizio al bene comune, alla città, ai cittadini. Un impegno che dovrebbe tradursi, alla fine di ogni mandato, nella semplice ma significativa gratitudine di una comunità “grazie per ciò che hai fatto e per come lo hai fatto”.

Di fronte a questo quadro, la domanda è inevitabile: esiste ancora una buona politica? È possibile amministrare in modo onesto, efficace e lungimirante? La risposta non può che essere positiva. La storia offre esempi concreti e autorevoli di amministratori che hanno interpretato il proprio ruolo con dedizione e integrità. Figure come Giorgio La Pira, modello di sindaco capace di coniugare visione sociale e azione amministrativa, o Alberto Marvelli, che ha vissuto l’impegno politico come servizio autentico alla collettività, dimostrano che un’altra politica è possibile.

Anche oggi non mancano esempi positivi. Secondo le più recenti rilevazioni de Il Sole 24 Ore, molti sindaci italiani superano il 60% di consenso, con punte che raggiungono il 70%. Un segnale che quando l’amministrazione è percepita come efficace, trasparente e vicina ai cittadini, il riconoscimento arriva.

Ma la vera “classifica” resta quella che ogni comunità esprime alla fine di un mandato. È il giudizio dei cittadini a fare la differenza, perché è a loro che spetta il compito più importante: scegliere. Scegliere con libertà e responsabilità, senza condizionamenti calati dall’alto, senza cedere a logiche familistiche o di appartenenza. Scegliere valutando i fatti: ciò che i candidati hanno fatto, come lo hanno fatto, quale impatto hanno avuto sulla qualità della vita delle persone. I programmi, per quanto articolati, non bastano. Le dichiarazioni di principio, anche le più nobili, rischiano di restare sulla carta. Ciò che conta davvero è la coerenza tra parole e azioni.

Ai futuri sindaci, assessori e consiglieri comunali si dovrebbe poter chiedere, prima di tutto: amore autentico per la propria città, che si traduca in impegno quotidiano e instancabile; trasparenza totale nell’azione amministrativa; onestà e competenza nelle scelte; capacità di promuovere sviluppo e creare opportunità di lavoro; senso del limite, con la disponibilità a tornare alla propria vita al termine del mandato. Ma, più di ogni altra cosa, è fondamentale ricordare che il potere più grande resta nelle mani dei cittadini. È il potere del voto: libero, consapevole, responsabile. È da qui che può nascere una nuova stagione di buona politica. Una politica che torni ad essere, semplicemente, servizio.

Presentati i candidati e depositate le liste, adesso la parola passa ai cittadini.

(fonte: lamicodelpopolo.it)