• 19 Maggio 2026 17:23

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Migranti: mons. Lorefice, la Sicilia, crocevia nel cuore del Mediterraneo

E’ iniziata da Palermo la visita della delegazione Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta agli uffici di pastorale migratoria delle Chiese di Sicilia.

La giornata si è aperta con la visita alla Missione “Speranza e Carità” fondata da Fratel Biagio Conte. Una  “cittadella degli ultimi” che oggi accoglie centinaia di persone offrendo loro non solo un tetto, ma “dignità, lavoro e speranza”, spiega una nota.  Ad accogliere gli ospiti e a presentare la figura del fondatore è stato don Pino Vitrano, cofondatore e guida spirituale della Missione.

Subito dopo, la delegazione si è trasferita nel quartiere della Kalsa. Qui sorge la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, un edificio in stile rinascimentale che dal 2008 rappresenta l’impegno della Migrantes diocesana verso la cura spirituale dei migranti cattolici presenti nel capoluogo siciliano. Una presentazione a tre voci ha descritto la storia e l’azione dell’organismo pastorale: un cammino tracciato da tante figure, tra le quali spicca per lungimiranza l’impegno profuso da don Sergio Natoli, missionario OMI, scomparso prematuramente .

Il direttore Mario Affronti, l’assistente spirituale padre Luca Polello e Mariella Palermo hanno aiutato a leggere i diversi segni presenti nella chiesa, presentando inoltre l’esperienza dell’Associazione “Arcobaleno dei Popoli” e del Coro interculturale.

Nel pomeriggio di ieri la delegazione è tornata nel centro storico e, dopo aver attraversato il mercato di Ballarò, si è ritrovata al Centro Agape della Caritas diocesana. Ad attendere gli ospiti c’era l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che è anche vescovo delegato per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana.

Il momento di confronto è stato aperto dal direttore di Migrantes Sicilia, il diacono Santino Tornesi, che ha illustrato quale mobilità interpelli oggi le Chiese di Sicilia e come sia strutturato l’organismo regionale incaricato di coordinare l’attenzione e la sinergia pastorale. Nel suo intervento, mons. Lorefice ha offerto una prospettiva che accende i riflettori sul ruolo della Sicilia: uno storico crocevia nel cuore del Mediterraneo che, oggi più che mai, deve essere un “molo aperto” e un laboratorio di fraternità universale. Nel richiamare la responsabilità delle comunità cristiane, il presule ha sottolineato la necessità di una pastorale profetica, capace non solo di assistere, ma di denunciare le ingiustizie e di promuovere una cultura del diritto, della dignità e della cittadinanza universale, per essere vere “comunità messianiche”.

A seguire l’intervento mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Piemontese che  ha indicato nella fedeltà al Vangelo la via maestra dello stare accanto ai migranti; una fedeltà che non può permettersi letture parziali o funzionali a politiche escludenti che violano i diritti della persona.