• 2 Giugno 2026 20:35

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Messina: centenario morte di S. Annibale, il custode dei poveri

È l’insigne apostolo della preghiera per le vocazioni, colui che ha dedicato la sua esistenza alla missione a fianco degli orfani, degli indigenti. Un precursore della moderna evangelizzazione, capace di risollevare le sorti di un quartiere, l’Avignone, sprofondato nel degrado. Un secolo fa moriva Sant’Annibale Maria Di Francia, fondatore dei religiosi Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle religiose Figlie del Divino Zelo, presenti in tutto il mondo. Dopo un mese di esposizione nella basilica di S. Antonio l’urna con il corpo del Santo, ricomposto a seguito della ricognizione canonica delle spoglie, sottoposte a trattamento conservativo e la ricostruzione del volto e delle mani, è tornata nella cripta recentemente restaurata.

Retto a spalla dal sindaco Federico Basile, dai volontari e dai giovani della basilica e accompagnato dai tantissimi fedeli, il Padre Di Francia è stato collocato su una base in legno sormontata da una superficie che funge da altare. Questo il momento solenne, accompagnato dalla corale interparrocchiale “Insieme pietre vive”, che ha segnato l’avvio delle celebrazioni per il centenario della nascita al cielo, un intero anno di appuntamenti religiosi, culturali e solidali che si snoderanno fino all’1 giugno 2027, apertura dell’Anno Santo della famiglia del Rogate. Un momento condiviso con la casa generalizia dei Rogazionisti a Roma, nella parrocchia Sant’Antonio e Sant’Annibale di Piazza Asti, dove ad aprire il centenario è stato il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Doveva essere il cardinale Angelo Bagnasco, già presidente della Conferenza episcopale italiana, a presiedere questo momento a Messina, ma il ritardo del volo gli ha impedito di arrivare.