• 9 Febbraio 2026 9:26

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Giuseppe Di Fatta

XII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Letture: Giobbe 38, 1.8-11; Salmo 106; Seconda Lettera ai Corinzi 5, 14-17; Marco 4, 35-41

Un caro saluto di gioia e pace a tutti voi. Il Vangelo di questa 12° Domenica del Tempo Ordinario ci parla della tempesta sedata.

Ascoltiamo il Vangelo di Marco:

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca tanto che ormai era piena. Gesù aveva ordinato ai discepoli di passare all’altra riva. E nel capitolo seguente scopriamo che approdano nel paese dei Geraseni, cioè in terra pagana. L’episodio che ascoltiamo non va letto solo come un fenomeno atmosferico avverso che Gesù miracolosamente risolve. Leggerlo così, sarebbe troppo poco. Il passaggio della barca dei discepoli con Gesù dalla Terra santa in terra pagana è segno del combattimento tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra l’incredulità e la fede piena. L’acqua, donata come simbolo di liberazione dalla schiavitù dell’Egitto nel passaggio del mar Rosso ed espressa pienamente per noi cristiani nel Battesimo, adesso diventa nemica e tenta di affondare la barca dei discepoli. Il vento, segno dello Spirito Santo diffuso come Amore di Dio nei nostri cuori, adesso diventa tempesta e si volge contro tutti, mettendo paura.gesu-6 Non ti importa che siamo perduti?

Annota l’evangelista: E Gesù se ne stava a poppa sul cuscino e dormiva. Se il Vangelo ci voleva sorprendere, mi pare ci sia riuscito perfettamente. Una scena che sembra surreale: vento che fischia, mare che travolge, uomini impauriti che gridano… e Gesù dorme beatamente! Infatti la reazione dei discepoli è molto forte: Maestro, non ti importa che siamo perduti? La paura è la nostra più grande nemica: gli errori più grandi e le sciocchezze più vergognose che possiamo registrare nella nostra vita, accadono per paura: di perdere qualcosa o qualcuno, di non essere accettati e riconosciuti, di rimanere soli. Questa parola esasperata dei discepoli ha tutta l’aria di essere offensiva: dire al Signore “Non ti importa” è grave… Ma la paura fa brutti scherzi: l’angoscia ti serra la gola, il respiro ti viene a mancare, il cuore sembra che cessi di battere.

Qualcosa del genere l’abbiamo provata un po’ tutti durante la pandemia… Si destò, minacciò il vento e disse al mare: Taci, calmati. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Taci! È lo stesso ordine perentorio di Gesù all’indemoniato nella sinagoga, qualche capitolo prima. Taci, fai silenzio, senza giri di parole, senza chiacchiere inutili. Gesù è la Parola che toglie la parola a chi non ce l’ha, a chi non è parola, a colui che è l’anti-Parola di Dio. Un miracolo atmosferico, quello di oggi, che ha una forte connotazione spirituale e teologica: è quasi come un esorcismo. Taci! Una piccola parola, ma che è bene ricordare e ripeterci spesso quando ci accorgiamo di dire troppe parole, di iniziare o assecondare discussioni inutili, quando i pensieri negativi ci martellano la testa: TACI! Una parola di autentica liberazione.gesu-7-300x240 Non ti importa che siamo perduti?

Poi disse loro: perché avete paura? Non avete ancora fede? Adesso tutto è più chiaro: non è solo una brutta giornata che improvvisamente diventa serena, ma viene interpellata la nostra fede e la continua scoperta di chi è il Signore nella nostra vita.

Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono? Lo sappiamo e lo abbiamo sperimentato tante volte, che la barca della nostra vita può avere momenti di prova e di pericolo. E quando sembra che tutto stia affondando, non vediamo l’agire del Signore e non lo sentiamo più, come se stesse pacificamente dormendo su un cuscino! Sono proprio questi i momenti più importanti in cui bisogna raccogliere e concentrare i frammenti di fede sparsi negli angoli sperduti della nostra esistenza e fidarci pienamente di Lui, riconoscendo che, nonostante tutto, Gesù non ci abbandona mai. La nostra vita è come il mare: un dono di Dio, ma carico di mistero; a volte lineare e solare, altre volte complessa e pericolosa. Il mare, potente e tumultuoso, è sottomesso a Dio, come sua creatura. Ce lo ricorda il salmo responsoriale: La tempesta fu ridotta al silenzio, tacquero le onde del mare. Anche la nostra vita, preziosa e meravigliosa, a volte ha bisogno di essere sorretta e corretta.fede Non ti importa che siamo perduti? La fede non è una pillola per il mal di testa o una camomilla tranquillante che come una bacchetta magica risolve i problemi e rende tutto più facile… La fede è fidarsi, affidarsi, confidare nel Signore. Non solo nei momenti difficili, ma ogni giorno, sempre. Non è fuggire dai problemi, ma impegnarsi ad affrontarli. Non ricerca la soluzione immediata di bisogni individuali, ma è un cammino graduale e in salita, che mette insieme la preghiera fiduciosa e l’operosità delle nostre mani. Imparando continuamente a rendere grazie.

Ci aiuta ancora il salmista: Nell’angustia gridarono al Signore, ed egli li fece uscire dalle loro angosce. Al vedere la bonaccia essi gioirono, ed egli li condusse al porto sospirato. Ringrazino il Signore per il suo amore, per le sue meraviglie a favore degli uomini. Una buona e santa domenica a tutti voi.