• 19 Aprile 2024 17:28

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Sabato della I settimana di Quaresima

Letture: Dt 26,16-19; Sal 118; Mt 5,43-48

Riflessione biblica

“Io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” (Mt 5,43-48). Difficile! Eppure, Gesù ci invita ad avere una “giustizia superiore”, quella di Dio: “Siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”. Tale il Padre, tali i figli: “Noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,16). La nostra fede è un cammino di imitazione di Gesù e in lui di essere “perfetti come è perfetto il Padre nostro celeste” (Mt 5,48). L’amore rende possibile “ciò che è difficile”. Il cristiano, per vocazione. tende nella fede “allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13). Anzi, “si sforza di correre per conquistarla, perché anche lui è stato conquistato da Cristo Gesù” e nell’amore percorre “la via dell’amore che supera ogni via” (1Cor 12,31): “La carità non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1Cor 13,5-7). L’amore ci fa vivere la “giustizia superiore”, che deve albergare nel cuore di chi segue Gesù e vuole essere figlio di Dio. In tale prospettiva, “saremo beati, quando ci insulteranno, ci perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di noi” (Mt 5,11) e ci permette di “amare i nemici” ad imitazione del Padre celeste. “Non renderemo a nessuno male per male” (Rom 12,17), “non ci lasceremo vincere dal male, ma vinceremo il male con il bene” (Rom 12,21). Imiteremo Gesù: “Se facendo il bene sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, poiché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno nella sua bocca, oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia” (1Pt 2,19-23).

Lettura esistenziale

“Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5, 45). Il Vangelo di oggi contiene una delle frasi più tipiche, forti e rivoluzionarie della predicazione di Gesù: “Amate i vostri nemici”. Gesù pronuncia questa frase all’inizio della sua vita pubblica, come un manifesto presentato a tutti, con il quale Egli propone in termini radicali, a chi vuole seguirlo, il suo modello di vita. Ma qual è il senso di questa sua parola? Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, chiede cioè un amore che eccede le capacità umane? In realtà, la proposta di Cristo è impossibile da attuare se contiamo solo sulle nostre forze, ma è realizzabile, invece, se accogliamo l’amore e la misericordia di Dio nella nostra vita e ne diveniamo a nostra volta elargitori. La violenza e l’ingiustizia che c’è nel mondo si può vincere solo contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà. Questo “di più” viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può “sbilanciare” il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo “mondo” che è il cuore dell’uomo, che è il nostro cuore. Giustamente questa pagina evangelica viene considerata la “magna charta” della non-violenza cristiana, che consiste nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12, 17-21), spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. L’amore verso i nemici costituisce il nucleo della “rivoluzione cristiana”, una rivoluzione che non si basa su strategie di potere, ma sull’amore. Un amore che non poggia in definitiva sulle risorse umane, ma è dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve nella sua bontà misericordiosa.