• 15 Aprile 2024 10:38

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Cappuccini di Sicilia. Ministero dell’accolitato di fra’ Angelo e fra’ Giuseppe

Domenica 10 marzo 2024, IV di Quaresima, presso la Basilica di Santa Fara a Bari, nel corso della celebrazione eucaristica delle 18.30, due frati Cappuccini in formazione della Provincia Siciliana, fra’ Angelo Minacapilli e fra’ Giuseppe Catania hanno ricevuto il ministero dell’accolitato dal Ministro Provinciale fra Pietro Giarracca. Presenti i Ministri Provinciali della Collaborazione CIFIS. il guardiano e responsabile della formazione Iniziale Specifica fra Domenico Donatelli, i frati della fraternità locale e numerosi fdeli. Ai nostri fratelli auguriamo di svolgere con entusiasmo e spirito di servizio questo ministero a loro affidato.

L’accòlito (ripreso dal greco ἁκόλουθος, pronuncia: akòlutos, derivato da akóloythos, ovvero compagno di viaggio, derivato di kéleythos sentiero, reso in latino tardo acòlythus, corrispondente nel significato al latino sequens o comes: seguace, attendente) è un ministro di culto in aiuto del diacono e a servizio del sacerdote all’altare e nelle processioni e in altri atti di culto in alcune Chiese cristiane. Lo chiariscono i documenti ufficiali del Magistero della Chiesa dai primi anni Settanta ad oggi.

“L’Accolito – scriveva Papa Paoli VI nella Lettera apostolica in forma di motu proprio Ministeria Quaedam del 1972 – è istituito per aiutare il Diacono e per fare da ministro al Sacerdote. È dunque suo compito curare il servizio dell’altare, aiutare il Diacono e il Sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della Santa Messa; inoltre, distribuire, come ministro straordinario, la Santa Comunione tutte le volte che i ministri, di cui al can. 845 del CIC, non vi sono o non possono farlo per malattia, per l’età avanzata o perché impediti da altro ministero pastorale, oppure tutte le volte che il numero dei fedeli, i quali si accostano alla Sacra Mensa, è tanto elevato che la celebrazione della Santa Messa si protrarrebbe troppo a lungo. Nelle medesime circostanze straordinarie potrà essere incaricato di esporre pubblicamente all’adorazione dei fedeli il Sacramento della Santissima Eucaristia e poi di riporlo; ma non di benedire il popolo. Potrà anche – in quanto sia necessario – curare l’istruzione degli altri fedeli, i quali, per incarico temporaneo, aiutano il Diacono e il sacerdote nelle azioni liturgiche portando il messale, la croce, i ceri ecc., o compiendo altri simili uffici. Egli eserciterà tanto più degnamente questi compiti, se parteciperà alla Santissima Eucaristia con una pietà sempre più ardente, si nutrirà di essa e ne acquisterà una sempre più profonda conoscenza. L’Accolito, destinato in modo speciale al servizio dell’altare, apprenda tutte quelle nozioni che riguardano il culto pubblico divino e si sforzi di comprenderne l’intimo e spirituale significato: in tal modo potrà offrirsi, ogni giorno, completamente a Dio ed essere, nel tempio, di esempio a tutti per il suo comportamento serio e rispettoso, e avere inoltre un sincero amore per il corpo mistico di Cristo, o popolo di Dio, e specialmente per i deboli e i malati”.

Nel 2021, con la Lettera Apostolica Spiritus Domini, Papa Francesco ha ribadito che quello dell’accolitato – così come quello del lettorato – è un ministero laicale e non clericale che afferisce al Battesimo e può essere affidato anche alle donne.