«L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri». Con questa frase di Paolo VI l’arcivescovo Luigi Renna ha aperto stamattina in Arcivescovado la conferenza stampa di presentazione del Giubileo agatino 2025-2026, nel 900° anniversario del ritorno delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli (1126-2026). Un anno giubilare che non sarà solo festa, ma un richiamo forte alla responsabilità personale e comunitaria. Sant’Agata, ha detto il presule, non va ridotta a icona femminista o a vittima da postare sui social: «Se fosse stata solo questo, nove secoli fa nessuno avrebbe rischiato la vita per riportarne il corpo a Catania». Le reliquie non sono «il cadavere di una defunta», ma «segno di una comunione viva con i santi».
Per la prima volta nella storia recente le reliquie usciranno dalla Cattedrale per visitare le parrocchie dell’Arcidiocesi. Novità assoluta: dal 9 all’11 febbraio il busto reliquiario sarà esposto in via straordinaria esclusivamente per gli studenti di ogni ordine e grado, con turni dedicati anche agli universitari.
Il passaggio più duro è arrivato quando Renna ha definito Sant’Agata «una roccia di coerenza» in una città segnata da fragilità etiche e corruzione. Ha citato i recenti vandalismi alla scuola Pestalozzi e altri episodi che hanno ferito Catania: «Se non cambiamo stile di vita, la festa resta una sacra rappresentazione che finisce il 7 febbraio». L’appello più diretto è andato ai giovani: a chi studia con serietà , dice no alla droga e ai modelli devianti dei neomelodici, si spende nel volontariato e cura la città . «Questi sono i veri devoti che hanno imparato la lezione di Agata».
Sulle associazioni dei devoti, commissariate nei mesi scorsi, il monito è stato netto: «Basta devoti da balcone che compaiono tre giorni l’anno e poi spariscono. Rinascano migliori di prima, come le voleva il beato Dusmet».
«Raccolgo con gioia questa opportunità per i nostri ragazzi di poter vedere da vicino Sant’Agata – ha aggiunto il sindaco di Catania, Enrico Trantino – perché esercita una forza magnetica che va oltre ogni immaginazione. Abbiamo previsto un concerto della banda dei Carabinieri al Teatro Massimo Bellini, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla ricostruzione della biblioteca della scuola Pestalozzi, recentemente incendiata, per rispondere a un gesto vile e rafforzare il senso di comunità ».
Il sindaco ha poi illustrato il programma delle iniziative laiche della città : «Catania vivrà questo intero anno con gioia e partecipazione»
Il calendario prevede il 4 febbraio il Giro esterno con la Messa dell’Aurora e la processione da Porta Uzeda, con il messaggio dell’arcivescovo alla città in piazza Stesicoro; il 5 febbraio la solennità con il Pontificale presieduto dal cardinale maltese Mario Grech e la processione interna delle reliquie lungo via Etnea, piazza Cavour e via Crociferi; dal 9 all’11 l’ostensione per gli studenti; il 12 febbraio la chiusura con la celebrazione presieduta dal patriarca di Venezia, Francesco Moraglia.
In programma anche un convegno storico con l’Università di Catania, la mostra «Passio Christi – Passio Agathae» e una raccolta fondi per costruire in Burundi una chiesa e un oratorio dedicati a Sant’Agata, oltre al tradizionale pranzo per i poveri. Ai giovani Renna ha lanciato un invito: «Fatevi il regalo di scoprire la bellezza del volontariato».
Il cammino di preparazione è già iniziato con le Domeniche agatine, le catechesi, la peregrinatio del Velo e l’arrivo delle reliquie di Santa Lucia il 17 gennaio. L’arcivescovo ha ringraziato Comune e Regione e gli operatori dell’informazione.
Un Giubileo che, nelle sue parole, «o è conversione o resta solo festa».
(fonte prospettive.eu)
