• 21 Aprile 2024 1:15

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

“Il vostro lavoro discreto e appassionato è quanto mai prezioso”. Con queste parole Papa Francesco ha lodato l’opera dello Studium Biblicum Franciscanum, istituzione accademica che fa capo alla famiglia francescana con sede a Gerusalemme e che parte integrante della Pontificia Università Antonianum di Roma di cui costituisce la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia. Quest’anno il “Franciscanum”, com’è più comunemente conosciuto, compie il centesimo anniversario della sua istituzione.

Diversi eventi si sono svolti a Roma tra il 15 e il 16 gennaio per celebrare la ricorrenza, scandita da una ampia offerta di studi biblici – dalla laurea al dottorato – ma anche corsi di archeologia, storia e geografia della Terra Santa, unitamente a visite nei luoghi biblici. Il primo evento per i 100 anni è stato l’udienza di tutti i membri con il Papa nel Palazzo Apostolico, durante la quale Francesco ha incoraggiato il lavoro dello Studio Biblico Francescano e ha sottolineato che lo studio, la meditazione, la riflessione sui testi biblici dovrebbero essere “nel cuore della Chiesa, che è il santo e fedele popolo di Dio”.

Fusarelli: l’istituto è una “perla”

A queste parole del Papa si riferisce fra Massimo Fusarelli, superiore generale dei Francescani, che a Vatican News sottolinea che lo Studium Biblicum Francescanum esiste proprio per il popolo di Dio. “Gli studenti conoscono i luoghi biblici, imparano le lingue originali per poi servire le persone nei loro Paesi”, dice Fusarelli, “tornano con un’esperienza che si può fare solo in Terra Santa. Ecco perché questa università è la nostra perla”.

Conferenza all’Antonianum con il cardinale de Mendonça

Il 16 gennaio presso l’Antonianum si è svolta poi una conferenza con il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Nel suo intervento, il porporato ha sottolineato che gli studenti dell’università stanno acquisendo una comprensione sempre più profonda delle Sacre Scritture, perché i loro studi sono arricchiti dal contatto diretto con la Terra Santa. Questo, ha sottolineato, è il “carattere distintivo” dell’ateneo che, “in quanto istituzione scientifica qualificata, può offrire un contributo adeguato”.

Il decano Pierri: una presenza e una esperienza secolari

A margine della conferenza, fra Rosario Pierri, decano dello Studio Biblico Francescano, sottolinea a Vatican News che l’Università attinge da una tradizione di presenza dei francescani in Terra Santa lunga 800 anni e da ricerche storiche e geografiche condotte nel corso dei secoli: “È questa l’esperienza che trasmettiamo ai nostri studenti, e loro poi la condividono nei loro Paesi”.

Una mostra

In occasioni delle celebrazioni per il centenario, è stata inaugurata la mostra dal titolo “Ciò che abbiamo udito, veduto e toccato ve lo annunciamo”. Si tratta di un riferimento alla Prima Lettera di Giovanni che evidenzia le caratteristiche dell’università. L’esposizione sarà aperta fino al 27 gennaio presso la cripta della Basilica di S. Antonio al Laterano, in Via Merulana, 124.