• 9 Febbraio 2026 8:23

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Dal Papa appello per Gaza: «Bambini e popolazione ridotti alla fame»

Papa Leone XIV non dimentica Gaza e l’Ucraina nel giorno dell’inizio del suo ministero petrino. Gli appelli per la pace giungono al termine della Messa e prima di recitare il Regina Caeli. «Nella gioia della fede e della comunione non possiamo dimenticare i fratelli e le sorelle che soffrono a causa delle guerre – sottolinea -. A Gaza, i bambini, le famiglie, gli anziani, sopravvissuti sono ridotti alla fame». Alla messa era presente il presidente israeliano Isaac Herzog, che su X prima della celebrazione aveva scritto. «Oggi ho il privilegio di rappresentare Israele allo storico insediamento di Papa Leone XIV. Sono grato che uno dei primi atti del Papa sia stato quello di chiedere l’immediato ritorno di tutti gli ostaggi da Gaza. Spero che il suo papato inauguri una nuova era di cooperazione tra le fedi e rafforzi ulteriormente l’amicizia tra ebrei, cristiani e musulmani in Terra Santa». «Sono ansioso di lavorare insieme per approfondire gli storici legami tra Israele e la Santa Sede e spero di poter presto accogliere Sua Santità in Terra Santa come potente simbolo di questo importante legame».

Anche «la martoriata Ucraina – aggiunge il Pontefice al Regina Caeli – attende finalmente negoziati per una pace giusta e duratura». Sul sagrato è presente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che il Papa riceve oggi faccia a faccia.

Lo sguardo di Leone XIV si allarga poi al Myanmar, dove «nuove ostilità hanno spezzato giovani vite e innocenti».

«Mentre affidiamo a Maria il servizio del Vescovo di Roma, Pastore della Chiesa universale – conclude il Pontefice -, dalla “barca di Pietro” guardiamo a Lei, Stella del Mare, Madre del Buon Consiglio, come segno di speranza. Imploriamo dalla sua intercessione il dono della pace, il sostegno e il conforto per chi soffre, la grazia, per tutti noi, di essere testimoni del Signore Risorto».

La Messa di inizio pontificato è stata dunque anche un’occasione di contatto con i grandi del mondo e molti capi di Stato e di governo. Il Pontefice ha ricevuto in udienza anche la presidente della Repubblica del Perù, Dina Ercilia Boluarte Zegarra. Nel Paese andino, papa Prevost ha passato venti anni della sua vita, prima come missionario agostiniano, poi come vescovo, acquisendo anche la cittadinanza peruviana.

Nella Basilica Vaticana il Papa ha quindi ricevuto l’omaggio delle 156 delegazioni presenti alla Messa. La prima è stata quella italiana, guidata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A seguire la premier Giorgia Meloni e il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Meloni, tramite i social ha fatto sapere: «C’è un legame indissolubile tra l’Italia e il Vicario di Cristo. Il popolo italiano guarderà a lui e alla Chiesa come guide e punti di riferimento, in questo complesso tornante della storia».

Tra gli altri, c’è stato l’omaggio del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. E subito dopo un simpatico strappo al protocollo. Papa Leone XIV ha abbracciato il fratello maggiore Louis, giunto dalla Florida, dove risiede abitualmente.

Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen sui social ha scritto: «In Europa sappiamo che la pace non può essere data per scontata. Deve essere realizzata, curata e amata. Mentre Papa Leone XIV intraprende il suo magistero, camminiamo con lui nella sua visione: La pace e’ un miracolo a cui tutti siamo chiamati a dare forma».