• 22 Febbraio 2024 4:28

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

 Sant’Andrea

Letture: Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22

Riflessione biblica 

“Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, e disse loro: Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,18-19). In verità, non fu il primo incontro con Gesù. Egli infatti, avendo sentito dire a Giovanni Battista: “Ecco l’agnello di Dio!”, seguì Gesù “e quel giorno rimase con lui; erano circa le quattro del pomeriggio” (Gv 1,40). Quell’incontro fu sublime e decisivo per la sua vita di fede e di sequela: con sapienza di mente di cuore fu pronto per l’avventura di amore con Gesù e per consacrare la sua vita al servizio del Vangelo per la salvezza di tutti gli uomini. Dimorò con Gesù, rimase in costante comunione con lui: non incontrò un Maestro della Legge, ma il Maestro di vita nello Spirito di Dio. Al primo incontro, ne seguirono altri due, altrettanto importante per la sua avventura d’amore con Gesù. “Venite dietro a me”: bisogna andare dietro Gesù per essere suoi discepoli. Richiesta impegnativa: non si tratta di andare dietro materialmente, ma di rinnegare se stessi e avere Gesù come punto di riferimento; di imitare Gesù portando la croce con amore dietro di lui: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23). Seguì Gesù, annunciando il Regno di Dio per la salvezza di tutti gli uomini e compiendo gli stessi gesti di amore di Gesù mettendosi a servizio di chi ha bisogno: “Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” (Gv 13,15). “Vi farò pescatori di uomini”: divenne testimone di Gesù, rispose alla sua chiamata, abbandonò tutto e divenne “pescatore di uomini” in vista della realizzazione del regno di Dio; seguì Gesù fino al martirio sulla croce, avendo compreso bene la sua parola: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

Lettura esistenziale

“Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini»” (Mt 4, 18s). Nella liturgia odierna, l’evangelista Matteo, ci presenta il racconto della chiamata di Pietro e Andrea, mentre stavano pescando. Un altro evangelista, Giovanni, ci fa sapere che Andrea era discepolo del Battista; e questo ci mostra che era un uomo che cercava, che condivideva la speranza d’Israele, che voleva conoscere più da vicino la Parola del Signore. Era veramente un uomo di fede e di speranza e da Giovanni Battista un giorno sentì proclamare Gesù come “l’agnello di Dio” (Gv 1, 36); egli allora si mosse e, insieme a un altro discepolo innominato, seguì Gesù, Colui che, appunto, era chiamato da Giovanni “agnello di Dio”. L’evangelista riferisce: essi “videro dove dimorava e quel giorno dimorarono presso di lui” (Gv 1, 37-39). Andrea quindi godette di preziosi momenti d’intimità con Gesù. Il racconto prosegue con un’annotazione significativa: “Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia, che significa il Cristo», e lo condusse a Gesù” (Gv 1, 40-43), dimostrando subito un non comune spirito apostolico. Andrea e Pietro ci insegnano a seguire Gesù con prontezza, a parlare con entusiasmo di Lui a quanti incontriamo e soprattutto a coltivare con Lui un rapporto di vera familiarità, ben coscienti che solo in Lui possiamo trovare il senso ultimo della nostra vita e della nostra morte.