• 9 Febbraio 2026 5:49

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Fiducia nella politica e responsabilità pubblica: Mons. Renna incontra rappresentanti istituzioni

«C’è bisogno di riacquistare fiducia nella politica». Da questa affermazione ha preso avvio l’incontro svoltosi nel salone dei vescovi tra monsignor Renna e i rappresentanti delle istituzioni politiche per il tradizionale scambio di auguri. Un confronto che ha riunito deputati europei, nazionali e regionali, insieme ad alcuni sindaci e presidenti dei Consigli comunali, in una fase storica segnata da tensioni internazionali e da fragilità sociali che interrogano direttamente la responsabilità pubblica.

Nel suo intervento, l’Arcivescovo ha rivolto ai presenti gli auguri ed una parola di incoraggiamento, richiamando il n. 86 della Gaudium et Spes e definendo la politica «arte nobile e difficile». Soffermandosi sul profilo richiesto a chi sceglie questo impegno: «Chi pratica la politica dev’essere un artista – ha affermato il vescovo – Un uomo di genio. Una persona di fantasia. Disposta sempre meno alle costrizioni della logica di partito e sempre più all’invenzione creativa della irripetibilità della persona e della sua città».

Da qui il richiamo alla responsabilità di chi opera nelle istituzioni: «È un delitto lasciare la politica agli avventurieri – Mons. Renna ha quindi chiarito come la nobiltà della arte del governo sia legata – al mistico rigore di ogni idealità e orientata alle esigenze di progresso, di pace, di giustizia, di libertà. Fondata sul riconoscimento della dignità della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria». Al tempo stesso ne ha evidenziato la complessità: «Difficile, perché esige il riconoscimento di tecniche concorrenziali e complessità di problemi. Difficile perché sempre tentata da chi vi vuole strumentalizzare. Difficile perché deve avere una visione alta, sempre più alta. E condivisa, grazie a Dio, perché siamo in una democrazia che sa far tesoro del contributo di tutti».

Nel confronto sono state affrontate diverse questioni di attualità. A livello europeo è emersa la percezione di una progressiva marginalizzazione del cristianesimo nel dibattito parlamentare, insieme alle difficoltà, nel contesto internazionale attuale, di individuare strade condivise per la pace. Su questo punto l’Arcivescovo ha indicato una prospettiva chiara: «La pace: disarmata, disarmante, umile e perseverante. Possiate farvi portavoce nei vostri partiti e movimenti, di una pace così».

Sul piano nazionale l’attenzione si è concentrata sul tema delle scuole paritarie e sul loro ruolo all’interno del sistema educativo, insieme alla necessità di creare uno spazio di confronto stabile nel quale cattolici e persone sensibili a determinate questioni possano dialogare su temi che riguardano l’intera comunità civile.

Ampio spazio è stato dedicato ai problemi sociali del territorio, con particolare attenzione al fenomeno della dispersione scolastica. È stata riconosciuta l’importanza del contributo del decreto Caivano e dell’esperienza della scuola professionale della Salette. In questo contesto l’Arcivescovo ha richiamato l’attenzione sui poveri e sugli esclusi, consegnando idealmente ai presenti il testo della Dilexit nos: «Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati della società».

Nel suo intervento ha messo in guardia da letture riduttive della questione sociale: «Tante volte mi domando perché – conclude il presule – pur essendoci tale chiarezza nelle Sacre Scritture a proposito dei poveri, molti continuano a pensare di poter escludere i poveri dalle loro attenzioni – e ancora – È facile cogliere la mondanità che si cela dietro queste opinioni: esse ci portano a guardare la realtà con criteri superficiali e privi di qualsiasi luce soprannaturale, privilegiando frequentazioni che ci rassicurano e ricercando privilegi che ci accomodano».

Nel corso dell’incontro è stato infine richiamato il contributo positivo e la vicinanza dimostrata nel sostenere alcune esperienze educative del territorio, tra cui il sostegno alla fondazione Ventorino e il rinnovo del contratto per la Scuola Mammola di San Giovanni Galermo.