• 9 Febbraio 2026 9:45

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: 1Mac 1,10-15.41-43.54-57 62-64; Sal 118; Lc 18,35-43

Riflessione biblica

“Che cosa vuoi che io faccia per te?. Egli rispose: Signore, che io veda di nuovo!”. (Lc 18,35-43). Nel cammino spirituale, che dalla Gerico del peccato porta alla Gerusalemme della gloria della risurrezione, siamo come questo cieco: bisognosi di luce. Nel battesimo, “siamo stati lavati, santificati, giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1Cor 6,11). Di più: apparteniamo a “quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste, sono diventati partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e i prodigi del mondo futuro” (Ebr 6,4-5). Così, come il cieco, gridiamo anche noi a Gesù per riavere la vista e camminare in novità di vita: “Vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri, accecati nella loro mente, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza che è in loro e della durezza del loro cuore” (Ef 4,17-18). Gesù è la nostra luce: “In principio era il Verbo, in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1,4-5). Gesu-8-300x204 Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!E i nostri occhi sono stati illuminati dai suoi insegnamenti per avere la vita eterna: “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo” (Gv 12,46-47). Egli è il Messia che ridona la vista ai ciechi (Lc 4,18), “ci istruisce e ci insegna la via da seguire; con gli occhi su di noi, ci darà consiglio” (Sal 32,8). Egli “ci dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati e quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi” (Ef 1,17-18). Abbiamo bisogno di luce nel rapporto con i nostri fratelli e sorelle di fede: non è facile vivere insieme; la luce dello Spirito illumini i nostri rapporti con il prossimo, per edificarci vicendevolmente nella carità (Ef 4,16), vera luce del cammino di fede e di progresso spirituale. Solo nell’amore la nostra fede si illumina e diviene sequela di Gesù: “Ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio” (Lc 18,43).

Lettura esistenziale

luce-1-300x169 Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!“Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà dime” (Lc 17, 38). Il Vangelo sembra descrivere attraverso la storia di quest’uomo cieco, la condizione di ciascuno di noi quando rimaniamo bloccati su una strada, quando non vediamo più un senso, un motivo, un orizzonte nella nostra esistenza. Ma anche da questa condizione, Gesù può venire a liberarci. Da quest’uomo cieco, seduto a mendicare lungo la strada, impariamo però una grande capacità di ascolto, difatti, ci dice il Vangelo che sentendo passare la gente, domandò cosa accadesse e saputo che, passava Gesù il Nazareno cominciò a gridare implorando da Lui la guarigione.

È importante, nei momenti di buio, di prova e di tribolazione, conservare la capacità di ascolto, chiedendo a Dio la luce per vedere al di là di ciò che ci succede e dando un senso a tutto ciò che viviamo, nella consapevolezza che tutto ciò che il Signore permette è sempre e comunque per un bene nostro e altrui, anche se sul momento non riusciamo a coglierlo.

Da quest’uomo cieco, oltre alla capacità di ascoltare, apprendiamo anche un modo pregare: semplice, diretto, ma anche insistente, costante ed ostinato, che arriva ad ottenere ciò che chiede e che a lui in quel momento manca: una nuova visione della vita. Non è una preghiera composta, sussurrata, misurata, ma è la preghiera urlata di chi sta annaspando e crede nella possibilità di un cambiamento che può capovolgere la propria vita.

Quando la preghiera è vera, assomiglia al grido di quest’uomo. E non rimane inascoltata.