• 13 Aprile 2024 8:01

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Il bene lega, il male divide

Commento di fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Lunedì della III settimana del Tempo Ordinario

Letture: 2Sam 5,1-7.10; Sal 88; Mc 3,22-30

Riflessione biblica

Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni” (Mc 3,22-30). Salgono persino da Gerusalemme per infangare Gesù. Non meravigliamoci! In ogni tempo, di Gesù hanno detto quello che hanno voluto. Prima lo ingiuriarono i suoi parenti: “è folle!”; ora lo ingiuriano i suoi avversari: “è un indemoniato!”. Per noi una cosa è certa: Gesù è venuto a portare la salvezza di Dio e tale salvezza egli l’opera in unione allo Spirito Santo: “Io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, per questo, è certo giunto fra voi il regno di Dio” (Mt 12,28). Dinanzi alla loro insipienza, Gesù rimane calmo, non si impazientisce dinanzi alle offese. Anzi, cerca di far ragionare i suoi avversari: “Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, è finito” (Mc 3,24-26). L’opposizione a Gesù non ha senso, perché egli opera contro il Maligno e cerca la salvezza dell’uomo. Mostrando pazienza con i suoi avversari, Gesù ci insegna un comportamento di vita: non dobbiamo adirarci né perdere la pazienza, quando qualcuno si oppone alle nostre idee o ci fa soffrire con calunnie o modi non improntati alla verità e alla carità: “È meglio, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male” (1Pt 3,17), perché, “se facendo il bene, sopporteremo con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio” (1Pt 2,20). Dobbiamo pregare per coloro che parlano male di noi, perché li liberi dall’ostinazione nel pensare e nel fare il male. Sta qui “il peccato contro lo Spirito”: chiudere gli occhi dinanzi alla verità, per rimanere nella menzogna e propagarla (quante fake news circolano); respingere la grazia che Gesù ci offre, per rimanere nell’ingiustizia e nel peccato; indurire il cuore e non aprirsi all’azione dello Spirito di Dio. La disobbedienza allo Spirito Santo è “bestemmia”, rifiuto dell’opera salvifica di Gesù e dell’azione santificante dello Spirito, un autocondanna che indurisce il cuore fino a rifiutare la misericordia che Dio ci offre in Gesù e porta a compimento nel suo Santo Spirito.

Lettura esistenziale

“Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: ‹‹Come può satana scacciare satana?››” (Mc 3, 22s). Una commissione di scribi, scesi da Gerusalemme, per fare un’inchiesta su Gesù, sentenzia che Egli è indemoniato. Il Signore reagisce a questo marchio che gli viene dato, chiamando gli scribi a sé e cercando, anche se inutilmente, di farli ragionare, inducendoli a riflettere attraverso delle parabole. Dio non obbliga nessuno al bene, lo propone semplicemente. Il male non è altro che un rifiuto del bene. I nemici che ha Cristo sono molti, ma Egli non è nemico di nessuno. Continua a dialogare con coloro che cercano di colpirlo e di screditarlo davanti all’opinione pubblica. Non chiude mai la porta del suo cuore a nessuno. Colma l’anima di stupore la sovranità di Gesù sul male che sperimenta attorno a sé e verso di sè; Egli non si lascia condizionare da esso e continua ad essere quello che è: Amore. Guardando alla testimonianza di Cristo, S. Paolo esorterà i cristiani a non lasciarsi vincere dal male, ma a vincere il male con il bene (cfr Rm 12, 21). Se la nostra anima gode della Grazia di Dio, nessun male potrà nuocerci e anche se sperimenteremo la sofferenza, tuttavia nel fondo del nostro cuore regnerà la serenità e la pace. Viceversa quando compiamo il male, alcuni degli effetti che esso produce sono: la tristezza, l’inquietudine e la paura. Il diavolo, prima ci induce a compiere il male, presentandolo in modo attraente ai nostri occhi, e poi cerca di farci cadere nella disperazione. Il Signore ci conceda la grazia di non dubitare mai del suo amore e della sua misericordia. Qualunque errore o peccato abbiamo potuto commettere: la misericordia di Dio è più grande del nostro peccato.