• 21 Aprile 2024 0:57

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

San Giovanni della Croce

Letture: Is 41,13-20; Sal 144; Mt 11,11-15

Riflessione biblica

“Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono” (Mt 11,11-15). Parole difficili, ma utili per la vita spirituale. C’è una violenza esterna: quella che colpì Giovanni Battista, che per fedeltà a Dio ha perso la testa; quella che colpisce i cristiani di ogni tempo con le persecuzioni, le calunnie e le violenze. Di essa non spaventiamoci: “Questo è il nostro vanto: la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo con la santità e sincerità che vengono da Dio, non con la sapienza della carne ma con la grazia di Dio” (2Cor 1,12). C’è una violenza interna: quanti giudizi e pregiudizi in seno alle comunità, quante divisioni che lacerano i nostri rapporti. “Cessiamo di giudicarci gli uni gli altri e a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello” (Rom14,12-13). C’è una violenza interiore: da praticare su noi stessi, per liberarci da peccati e incoerenze. Ricordiamoci della parola di Gesù: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta: molti cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno” (Lc 13,24). Imitiamo Giovanni Battista, che preparò la venuta di Gesù nell’umiltà: “Non sono io il Cristo, ma sono stato mandato avanti a lui. Lui deve crescere; io diminuire” (Gv 3,28.30). È un programma meraviglioso di vita spirituale, che non possiamo ignorare nel periodo di Avvento. Nell’attesa della venuta di Gesù: “agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo” (Ef 4,15). Ma soprattutto ricordiamoci delle sue parole: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà” (Lc 9,23-24). Il nostro diminuire è scelta di vita, sapendo che “stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano” (Mt 7,14).

Lettura esistenziale

“In verità io vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui” (Mt 11, 11). Giovanni il Battista è uno dei più grandi personaggi di cui è popolata la Bibbia, per autorevolezza, coerenza, libertà, essenzialità, testimonianza fino al martirio e soprattutto perché con i suoi occhi può contemplare il Messia promesso. Ma Gesù precisa che il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui, non per meriti personali, ma per il semplice fatto di essere amato gratuitamente da Dio. È l’amore l’unica cosa capace di muovere la nostra vita. Se essa dovesse poggiarsi sulle nostre forze, capacità, coerenze, fedeltà, si arenerebbe subito. E molti di noi sono arenati proprio perché continuano a pretendere da se stessi di essere bravi, mentre il segreto è nel sapere e nell’accogliere di essere amati. Infatti l’amore di Dio non è una cosa che riceveremo un giorno, ma qualcosa che c’è già. Noi siamo già amati, adesso, ma il vero problema è che talvolta non ne siamo consapevoli, non ce ne accorgiamo, non lo sentiamo nella parte più profonda di noi. La scoperta della vita spirituale coincide con la consapevolezza di quanto siamo amati ora, anche se non lo meritiamo. La fede, prima di essere la capacità di credere che Dio esiste, è ancor di più la capacità di credere che Dio ci ama. L’unica cosa che dovremmo fare è lasciarci amare da Dio, aprire il nostro cuore a questo amore. Togliere le difese e farlo arrivare fin nel profondo di noi stessi.