• 15 Aprile 2024 12:20

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

III domenica di Quaresima

Letture: Es 20,1-17; Sal 18; 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».

Sapete qual è una delle più grandi tentazioni? quella di stravolgere il volto di Dio, di renderlo un dio tascabile, da prendere quando abbiamo bisogno, di usarlo per il nostro tornaconto, di renderlo smielato, accondiscendente a tutto ciò che ci va bene. Tutto è lecito, tutto è normale, e poi si è fatto sempre così. Ma siamo sicuri che al Signore va bene la logica del che male c’è, o del si è fatto sempre così? Pensiamo che con una processione, o una messa a settimana o magari per Pasqua e Natale, abbiamo pagato una sorta di “pizzo” a Dio. Io ti ho acceso la candela e tu mi doni la salute. Io do un’offerta sostanziosa alla Chiesa e tu fai quello che voglio.

Gesù non vuole che mercanteggiamo con Dio, il Padre sa bene di cosa abbiamo bisogno… ecco la reazione il perché Gesù capovolge i tavoli dei cambiavalute.

Più che scacciare i mercanti dal tempio, Gesù scaccia una determinata idea di Dio e del culto.

Il gesto di Gesù ha un significato profondo, vuole ricondurre la sposa, Israele, la Chiesa, alla natura profonda e spirituale nel vero rapporto con Dio che passa dalla relazione che abbiamo con il prossimo.

Il gesto forte e coraggioso di Gesù è una profezia indirizzata a coloro che gestiscono i “templi” di oggi. Più che investire in patrimoni economici, sarebbe bello a investire in progetti di persone mettendo i poveri al primo posto dandogli dignità e non sfruttandoli per apparire e fare carriera. Rispettare il tempio significa mettere l’essere umano davanti al mercato delle armi e ai carri armati, evitando i tagli alla sanità pubblica per privilegiare il finanziamento ai signori della guerra. Considerare l’altro non un nemico, ma un fratello.

“Solo facendo memoria, solo nel ricordo della Parola, nel ruminare la Parola possiamo cogliere la profondità di quanto il Signore vuole dire alle nostre vite che possiamo rileggere alla luce della Pasqua cui ci stiamo preparando. La prima conversione da fare è cambiare la nostra idea di Dio, che non è un potente con cui mercanteggiare, ma il Padre che ci conosce e ci ama” (Curtaz)