• 13 Aprile 2024 7:46

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Letture: Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

Riflessione biblica

“Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,26-38). Rallegriamoci insieme a Maria, perché non festeggiamo un privilegio, ma la grande vocazione alla santità a cui tutti siamo stati chiamati: Dio, in Cristo, “ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,49. Maria Immacolata è il segno della potenza divina, che ci trasforma e ci rende partecipi della sua santità: “Siate santi come io sono Santo” (Lv 19,2). La liturgia poi, proponendoci il testo di Lc 1,26-38, ci invita a rileggere in chiave profonda, personale ed esistenziale, la singolare avventura di amore e di intimità che Dio si degnò di condividere con Maria, “la piena di grazia”. Tale intervento di Dio è evento, in quanto incarna nel tempo il disegno eterno di Dio: la nostra santità; è compimento, perché Maria, dando alla luce Gesù, realizza le attese e le speranze dei patriarchi, dei profeti e di noi, lsraele di Dio; è profezia, perché Maria, “piena di grazia”, anticipa il mistero di amore, a cui Dio ci ha destinato: “essere santi, perfetti come è perfetto il Padre nostro celeste” (Lv 19, 2; Mt 5,48). Questi tre aspetti mettono in rilievo che la santità è progetto di amore di Dio. È la sua grazia che ci rende santi: ha reso Maria “piena di grazia”, e allo stesso modo “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati” (Ef 2,4-5). Maria è piena di grazia: perché partecipa al progetto di santità che Dio ha per ciascuno di noi, ma anche in maniera speciale per la sua vocazione ad essere “la Madre di Gesù”. Dio “ha fatto grandi cose in Maria”, in modo da prepararla ad un compito speciale nel suo disegno salvifico: essere la Madre di Gesù e la Madre di tutti coloro che sono in Cristo, modello di santità per essere sempre in comunione con Gesù e, in lui con Dio. Pertanto, Maria è piena di grazia, perché Dio l’ha ricolmata della sua grazia, rendendola portatrice e collaboratrice della grazia che Dio concede al suo popolo nel tempo ultimo della salvezza. Per questo, Gabriele dà a Maria una certezza: “Il Signore è con te”. È con Maria, perché l’abilita ad essere Madre di Gesù, compimento di tutte le promesse messianiche e presenza costante di Dio tra noi: “Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi” (Mt 1,22-23). In Maria la grazia non è un favore, ma qualcosa di intimo, di connaturale, di assolutamente suo, che ella ha ricevuto da Dio e che si manifesta in pienezza nella sua vocazione alla maternità. Tale essere Madre di Gesù e Madre nostra è il compimento, il coronamento e il senso profondo di quella grazia che essa ha ricevuto fin dal suo concepimento. Maria è la piena di grazia non solo perché gode del favore di Dio che l’ha resa “tutta santa”, ma perché è stata scelta ed eletta ad essere la Madre di Dio e Madre della Chiesa. Guardiamo a Maria Immacolata, perché anche noi, “agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a Cristo” (Ef 4,15), il Santo, il Figlio di Dio (Lc 1,5), che ci rende santi.

Lettura esistenziale

“L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine»” (Lc 1, 30-33). L’Annunciazione, narrata all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria –, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità. Quando la Vergine disse il suo “sì” all’annuncio dell’Angelo, Gesù fu concepito e con Lui incominciò la nuova era della storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua come “nuova ed eterna Alleanza”. In realtà, il “sì” di Maria è il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per compiere, o Dio, la tua volontà” (Eb 10, 7). L’obbedienza del Figlio si rispecchia nell’obbedienza della Madre e così, per l’incontro di questi due “sì”, Dio ha potuto assumere un volto di uomo. Ecco perché l’Annunciazione è anche una festa cristologica, perché celebra un mistero centrale della vita di Cristo: la sua Incarnazione. “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola”. La risposta di Maria all’Angelo si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua misericordia. Il “sì” di Gesù e di Maria si rinnova così nel “sì” dei santi. Il “si” che ciascuno di noi è chiamato a pronunziare nell’umile quotidiano.