In spirito di unità e impegno condiviso, circa 450 giovani di diversa estrazione religiosa si sono riuniti a Giacarta sabato 24 maggio 2025 per un “Dialogo interreligioso tra i giovani”. L’evento, ospitato dalla Provincia Francescana di San Michele Arcangelo in Indonesia, aveva come obiettivo “Ascoltare e rispondere al grido della terra e al grido dei poveri”, nella celebrazione dell’800° anniversario del Cantico delle Creature e del 10° anniversario della Laudato Si’.
Tenutosi presso la Vitra Ballroom di Kramat, il dialogo ha riunito studenti provenienti da diverse università di Giacarta, in rappresentanza di Islam, Cattolicesimo, Induismo, Buddismo, Cristianesimo e Confucianesimo.
Fra Mikael Peruhe OFM, Ministro provinciale, ha aperto l’evento esortando i giovani partecipanti a cogliere questa opportunità per unire volontà e spirito. Li ha sfidati ad affrontare con coraggio le urgenti questioni mondiali, in particolare in Indonesia. “Ci aspettiamo che i giovani prendano posizione con coraggio contro la deforestazione, contro coloro che sono emarginati e impoveriti dal degrado ambientale e contro il saccheggio incontrollato delle risorse naturali”, ha sottolineato.
Durante il dialogo, i partecipanti hanno coltivato un forte senso di fraternità, condividendo esperienze personali e le loro prospettive di fede sull’universo, sul ruolo dell’umanità e su come gli individui dovrebbero interagire con il cosmo. Un’importante intuizione emersa da questo incontro è che una cultura dell’incontro – attraverso la comunicazione, il dialogo e la collaborazione – tra le religioni può formare una forza unita e potente per affrontare le sfide globali. Questa forza collettiva darà ai giovani gli strumenti per manifestare uno stile di vita radicato nello spirito di giustizia, pace e integrità del creato.
Il “grido della terra”, che comprende questioni come il degrado ambientale, l’inquinamento idrico e atmosferico, e il “grido dei poveri”, che include fame, limitate opportunità di lavoro, disuguaglianza, ingiustizia e discriminazione, erano problemi critici che richiedevano soluzioni collaborative. I giovani partecipanti credono fermamente che la gioventù interreligiosa sia un agente di cambiamento e svolga un ruolo vitale nella salvaguardia della terra come nostra casa comune, garantendo la realizzazione della fratellanza cosmica con Dio, con i propri simili e con l’ambiente.
Oltre a dibattiti stimolanti, l’evento ha offerto anche spettacoli che hanno messo in luce i background culturali e religiosi dei partecipanti.
Il dialogo interreligioso tra i giovani è culminato nell’adozione di una dichiarazione congiunta per un futuro sostenibile:
Primo, “Affrontare le crisi globali: Riconoscere le crisi ambientali e umanitarie come problemi globali”: i partecipanti si sono impegnati a lavorare fianco a fianco e in modo sostenibile per garantire un ambiente sano e tutelare la dignità umana.
Secondo, “Promuovere la consapevolezza”: è stato assunto l’impegno di promuovere costantemente l’importanza della tutela ambientale e del rispetto della dignità umana all’interno della società e attraverso i social media.
Terzo, “Impegno Attivo”: i giovani si impegnano a partecipare attivamente e a contribuire a diverse attività legate alle crisi ambientali e umanitarie.
Quarto, “Contributo Accademico”: si è deciso di condurre e pubblicare studi accademici sui fenomeni delle crisi ecologiche e umanitarie.
Quinto, “Valutazione delle Politiche”: i partecipanti si sono impegnati a fornire un contributo e a valutare i responsabili politici (governo) quando le loro politiche e azioni hanno un impatto negativo sull’ambiente e sulla dignità umana.
Sesto, “Dare l’esempio”: i giovani si impegnano a essere “sale e luce” nelle loro famiglie, nei campus, nelle comunità religiose e nella società, dando l’esempio attraverso uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e della dignità umana.
