Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura
Sabato della XXII settimana del Tempo Ordinario
Letture: Col 1,21-23; Sal 53; Lc 6,1-5
Riflessione biblica
“E Gesù diceva loro: Il Figlio dell’uomo è Signore del sabato” (Lc 6,1-5). Non abolisce il terzo comandamento: “Ricordati di santificare le feste” e in particolare il sabato: “Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo” (Es 20,8). Per Gesù, il sabato è il giorno dell’incontro con Dio e di Dio con i suoi figli. È festa della famiglia di Dio e nella festa ci si riposa. È giorno di santità, in cui Dio ci comunica la sua santità “Osserva il giorno del sabato per santificarlo, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato” (Dt 5,12). Guidati dallo Spirito di Dio, bisogna evitare un triplice pericolo: il fariseismo, il libertinismo e il giudicarci a vicenda. Il fariseismo: Dio ha dato la legge per l’uomo, non per condannarlo, ma per renderlo libero e farlo camminare per la salvezza. Bene disse Gesù: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2,27). Il libertinismo: è l’eccesso opposto di chi crede di essere legge a se stesso e viola la legge in base al proprio intendimento, al proprio egoismo e interessi: “Tutto è lecito! Sì, ma non tutto giova. Tutto è lecito! Sì, ma non tutto edifica. Nessuno cerchi il proprio interesse, ma quello degli altri” (1Cor 10,23-24). Attenzione: “la scienza gonfia, la carità edifica” (1Cor 8,2). In ogni caso, l’amore ci impedisce di essere giudici dei nostri fratelli: “Tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, e ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio” (Rom 14,10.12). Regni tra noi la misericordia, che non giudica secondo le apparenze, ma viene incontro ai bisogni del fratello o sorella. Gesù, “Signore del sabato”, ci ha insegnato a non giudicarci a vicenda (Mt 7,1-2), ma ad “amarci a vicenda come lui ci ha amato” (Gv 13,34-35).
Lettura esistenziale
“Il Figlio dell’uomo è Signore del sabato” (Lc 6, 5). Si respira una grande libertà di spirito in queste parole pronunciate da Gesù. Così dovrebbe essere il cristiano: un uomo libero, ma della libertà portata da Cristo. Questa libertà non è altro che la libertà dell’amore. Com’è bello essere cristiani! È come trovarsi su un’alta montagna dove si respira a pieni polmoni aria pulita. La nostra preghiera di lode dovrebbe trovare motivi inesauribili per ringraziare e benedire il Signore perché “Dio ha abbondantemente riversato la sua grazia su di noi con ogni sapienza e intelligenza” (Ef 1, 8). Il rischio talvolta è di non coglierla e piuttosto che ringraziare, invece, lamentarci e brontolare. Quante volte durante il giorno rivolgiamo al Signore una piccola, semplice, spontanea lode? Educhiamoci alla lode, al ringraziamento, a benedire Dio per il dono della vita e per tutti gli altri doni di cui ogni giorno ci ricolma (anche per un bicchiere di acqua fresca che ci disseta, non l’ha forse creata Lui l’acqua?). Dio ti ha scelto, mi ha scelta, per annunciare con la vita le opere meravigliose del Suo Amore, chiediamogli la grazia di potergli rendere questa testimonianza: tutto in noi parli di Lui: i nostri occhi, le nostre mani, il nostro cuore. Chiediamogli cioè il dono di poter guardare il nostro prossimo con i Suoi occhi, di poter compiere con le nostre mani opere di amore, gesti di accoglienza, di tenerezza, di servizio e, infine, di poter amare tutti con il Suo Cuore, non nutrendo astio o rancore nei confronti di nessuno, ma come Dio ci ama e ci usa misericordia, così facciamo a nostra volta, con il Suo aiuto e con l’aiuto della Vergine Maria, Madre di tenerezza infinita, umile Figlia di Sion, specchio che riflette l’Eterno, raggio dell’eterna Luce. Amen!
