• 17 Aprile 2024 20:23

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Una festa autocelebrativa da oltre 18mila euro. La Messina Social City, la partecipata del Comune di Messina che gestisce i servizi sociali, è finita al centro delle polemiche dopo i festeggiamenti dello scorso 4 marzo, quando al PalaCultura di Messina è stato festeggiato il quinto “compleanno” della partecipata comunale, nata nel 2019 con il sindaco Cateno De Luca. E la scorsa domenica, il vicedirettore di Messina Social City, Giuseppe Arpi, ha firmato una serie di affidamenti diretti attraverso i quali l’azienda, senza direttore generale da un anno e guidata dalla presidente Valeria Asquini, ha organizzato la festa.

La prima spesa, in ordine di tempo, riguarda l’audio e le luci, che, con una “determina” del 3 marzo è stata affidata a un service di Messina per 2.440 euro. Successivamente si è pensato anche a un servizio di catering che, con un’altra “determina” del 3 marzo, è stato affidato all’istituto alberghiero Antonello, guidato dall’ex assessora della giunta De Luca Laura Tringali, che sui social si è lasciata andare a commenti poco eleganti nei confronti di alcuni oppositori: “Sono abituata agli attacchi e ci ho fatto il callo – ha scritto – per cui ti dico, sorridendo, ciò che penso. Capisco la tua rabbia e il tuo senso di fallimento e frustrazione, travestito da paladino siciliano. Io sono stata ciò che tu non sarai mai: un assessore, al servizio del bene comune e non delle chiacchiere. Per cui, cortesemente, gira al largo e vattene altrove a spiumarti le penne”Il costo totale del catering è di 4.950 euro (appena 50 euro sotto la soglia consentita per gli affidamenti diretti).

Infine, come allo stadio, anche, le magliette con i loghi della Messina Social City. Una terza “determina”, per ben 1.200 magliette più il materiale grafico, stanzia in totale 11.102 euro.

La Messina Social City conta oggi più dipendenti del Comune di Messina, l’ente che la governa. Sono 1.300, tra assistenti sociali, educatori, impiegati e operatori sociosanitari, contro i circa 930 del Comune: «L’azienda – ha detto la presidente Asquini – è diventata un punto di riferimento, riconosciuto e riconoscibile. Ed è cresciuta, al di sopra di ogni aspettativa. Oltre 5.300 le persone che afferiscono alle nostre attività, con ventuno strutture su tutto il territorio comunale. I numeri? Dietro ogni numero potrei raccontare le storie, le trame delle vite che si intrecciano con le politiche sociali della nostra città, la cui bellezza non riesco a descrivere a parole, ma con l’impegno e la professionalità che i nostri operatori impiegano, giornalmente, attraverso le narrazioni di vite incontrate».

(fonte Repubblica – )