• 23 Giugno 2024 2:38

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Sfogliando gli scritti, le preghiere, le ammonizioni di San Francesco si potrebbe correre il rischio di cadere in una facile interpretazione: Francesco d’Assisi devoto solo della Madonna, e legato profondamente al Cristo Crocifisso. Sia chiaro: non che tutto questo sia sbagliato. Ma, sicuramente, abbastanza riduttivo. In fondo, i grandi personaggi, le grandi figure di santità dovrebbero essere analizzate nella loro complessità. Quella complessità di sfaccettature che rendono appunto grandi queste figure. L’eredità della spiritualità di San Francesco, insomma, difficilmente potrebbe essere definita solamente “cristocentrica”, seppur – come sappiamo bene – tanti sono gli elementi biografici che potrebbero avvalorare questa attenzione privilegiata di Francesco per il Cristo crocifisso. Basti pensare, primo fra tutti, il famoso incontro con il Crocifisso di San Damiano.

“E sempre costruiamo in noi un’abitazione e una dimora permanente a lui, che è il Signore Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo…» (Rnb XX: FF 61). Cominciamo questo viaggio nella spiritualità di San Francesco verso la Santissima Trinità, con queste parole. Il poverello di Assisi tiene a precisare, dopo aver nominato “il Signore Dio onnipotente”, la sua “triplice identità”: “Padre, Figlio e Spirito Santo”. Chiara è la sua interiorità: Dio è in quelle tre persone e non può non essere altrimenti, dunque, è importante nominarle, specificarle.

Ed è allora che viene in mente una pala d’altare gotica del 1300 circa, attribuita a Niccolò di Pietro Gerini – la pala si trova a Firenze, alla galleria dell’Accademia – dove si può comprendere questo amore per la Trinità serbato da San Francesco. La pala è magnifica nella sua purezza d’oro: il Padre (tra l’altro ha il viso del Figlio, Cristo), seduto in trono, vestito di uno sfavillante blu cobalto , regge il Cristo crocifisso, e sopra questo aleggia una colomba, simbolo dello Spirito Santo. Ma c’è un particolare che non può sfuggire al pubblico: sotto a questo monumento spirituale – definiamolo così – vi è San Francesco che con le sue braccia aperte esprime tutto il suo stupore davanti a simile Mistero, la Trinità appunto. Questa pala potrebbe essere il fotogramma che meglio esprime figuratamente ciò che San Francesco ha espresso nei suoi scritti che stiamo approfondendo.

Altro esempio di come il “concetto” della Santissima Trinità sia presente nel santo di Assisi: al termine della riflessione di Francesco sull’eucaristia nella sua Lettera a tutto l’Ordine. San Francesco ci offre un quadro dell’opera di Dio. E lo fa nominando, ancora una volta, la Trinità. Leggiamo pure cosa scrive in questa riflessione: “Egli infatti [il Signore Gesù Cristo], sebbene sembri essere in più luoghi, tuttavia rimane indivisibile e non conosce detrimento di sorta, ma uno ovunque, come a lui piace, opera insieme con il Signore Iddio Padre e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli dei secoli. Amen”.

Al termine del suo Testamento, Francesco invoca la benedizione di Dio sui suoi frati. Anche in questa occasione, il santo non tralascia di “dividere” tale benedizione nelle tre persone trinitarie, recando a ciascuno il proprio “ambito di competenza”: “E chiunque osserverà queste cose, sia ricolmo in cielo della benedizione dell’altissimo Padre, e in terra sia ricolmo della benedizione del suo Figlio diletto con il santissimo Spirito Paraclito e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi”.

E, non poteva mancare la poesia-preghiera. Anche in questo ambito, il santo è riuscito ad esprimere tutto il suo amore per la Santissima Trinità. Francesco solennemente prega con queste parole: “Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché , interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto della tua sola grazia giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni e sei glorificato, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen”. Con queste parole, possiamo – veramente – comprendere la definizione che il santo di Assisi forgia per la Trinità, “perfetta”. Una Trinità che è “unità”. Semplice, almeno per San Francesco.