• 13 Aprile 2024 8:53

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

di Fra Giuseppe Maggiore – Alla luce di un articolo apparso sul quotidiano dei Vescovi Italiani, l’Avvenire a proposito della casa Natale del Beato Gabriele Maria Allegra, riproponiamo il racconto della giornata dell’Inaugurazione avvenuta il 19 settembre 2019.

Di seguito l’articolo

Ho sempre pensato che un luogo è santo grazie a coloro che lo hanno vissuto nella gratuità, nella donazione, nell’accoglienza e nella condivisione di ciò che si è e poi di ciò che si ha. È ciò che succedeva in una delle tante case di San Giovanni la Punta alle falde dell’Etna, dove il 26 dicembre 1907 nasceva Fra Gabriele Maria Allegra, beatificato ad Acireale il 29 settembre 2012. In questa casa, Rosario Allegra e Giovanna Guglielmino hanno insegnato ai loro otto figli i veri valori della vita donando loro pane e preghiera così come ha evidenziato il Ministro Provinciale dei Frati Minori di Sicilia, Fra Antonino Catalfamo nella sua omelia durante la Celebrazione Eucaristica nella chiesa madre puntese. È stata la famiglia la prima fonte della fede profonda di Fra Gabriele: è nella famiglia che prima si diventa uomini e poi cristiani, ha affermato il frate francescano. Da mamma e papà ha imparato ad amare Gesù, la Madonna, i poveri, la Sacra Scrittura che ascoltava in latino durante la messa nel Santuario della Madonna della Ravanusa dove il padre era il custode.

Tutto ciò ha permesso a questo piccolo frate siciliano di partire appena 24enne e di andare in Cina per trasmettere ciò che aveva ricevuto da bambino dentro le mura di quella casa da Rosario e Giovanna e approfondito con gli studi tra i Frati Minori in diversi conventi dell’Ordine. Lo fece donando alla Cina la Sacra Scrittura in lingua cinese che egli tradusse dai testi originali, insieme a diverse altre opere come commentari dizionari ecc. Un piccolo uomo di San Giovanni La Punta, mette a disposizione di un intero popolo tutta la sapienza, l’amore che il Signore gli ha donato. Se oggi nella chiesa cinese si può ascoltare, proclamare la Sacra Scrittura, se oggi in Cina chiunque può aprire la bibbia, leggere e meditare i testi sacri è grazie ad un Frate Minore siciliano.

Il Ministro Provinciale Fra Antonino durante la sua omelia è tornato più volte sul tema della famiglia ponendolo come pilastro nella vita del Beato Gabriele, assieme alla vocazione e alla missione.

Tutto parte da quella casa che ieri è stata inaugurata alla presenza di un gruppo di fedeli cinesi accompagnati da Fra Choi Chun Yuen che per facilitarci le cose si fa chiamare Fra Matthias e da colei che è un po’ l’artefice di questa iniziativa, Suor Mary Lucy Chung. È proprio la suorina cinese che dopo vari incontri in Cina e a San Giovanni La Punta, sollecitata dalla famiglia Allegra, decide di comprare la casa dove nacque il Beato Gabriele. Tornata a Hong Kong, parla con il vescovo ed aiutata da un sacerdote italiano, Padre Tai, coinvolge 13 parrocchie e tutto il mondo cattolico locale presentando un progetto semplice ma coinvolgente cosi come’è lei. In tutto questo non bisogna dimenticare la grande mediazione di Fra Vincenzo Soffia, della Provincia del Santissimo Nome di Gesù dei Frati Minori di Sicilia, innamoratissimo del Beato Gabriele Allegra e dell’opera grandiosa da egli compiuta. I suoi continui viaggi in Cina, i suoi rapporti con la Chiesa di Hong Kong, con i Frati Francescani cinesi, il disbrigo pratiche e tutti i cavilli burocratici che ha affrontato tenacemente hanno permesso che Suor Lucy realizzasse il suo sogno e dei famigliari del Beato: ridare alla famiglia Allegra, ai frati francescani siciliani e agli abitanti di San Giovanni la Punta la casa di Fra Gabriele, ma sopratutto il sogno di farlo ritornare in quelle mura che gli hanno donato la gioia di conoscere Cristo.

“La fonte della gioia è una casa, per Gesù è una grotta, quella di Betlemme. È necessario ritornare quotidianamente a Betlemme, per attingere gioia. La gioia è l’esperienza che fa Dio quando noi decidiamo di ritornare a Lui. Non possiamo essere un popolo triste, la nostra gioia deve essere condivisa, contagiosa”, cosi si esprimeva Fra Alfio Lanfranco responsabile delle missioni al popolo  durante un momento di catechesi indirizzata ai fedeli giunti da diversi luoghi della Sicilia.

Il tema della gioia e della famiglia è tornato più volte durante la giornata: è stata suor Lucy che ha evidenziato (con un gran sorriso fra le labbra) che il restauro della casa natale del Beato Gabriele è motivo di comunione, di gioia e di incontro tra due popoli, quello cinese e quello siciliano, due popoli in una casa. Insieme in quella casa come un’unica famiglia per gustare la dolcezza della Parola di Dio tanto amata da Fra Gabriele Allegra.Credo che questo sia un altro miracolo del piccolo Frate puntese.

“Cinesi e siciliani uniti in Cristo dal Beato Gabriele” ha affermato la simpaticissima suora asiatica che si faceva tradurre da Fra Matthias che con fatica riusciva a stargli dietro.

Un grande segno di rispetto, delicatezza e condivisione  con il gruppo dei fedeli venuti dal paese asiatico è stata l’omelia in inglese di Fra Antonino Catalfamo che simpaticamente ha evidenziato la pluralità delle lingue usate durante la messa, in quanto il Vangelo oltre ad essere proclamato in italiano è stato proclamato anche in lingua cinese.

Il Beato Gabriele ritorna casa

Nel pomeriggio dopo un momento di preghiera guidato dal Parroco Don Domenico Cosentino, nel Santuario della Madonna della Ravanusa, la reliquia contenete un osso del braccio (il radio) del Beato Gabriele è stata portata in processione alla casa natale da diversi frati e dal Parroco, vistosamente commosso consapevole di avere fra le mani un po’ di Fra Gabriele suo concittadino.

Nel vedere Don Domenico con la reliquia del Beato varcare la soglia della casa che gli ha dato i natali, Chiara Allegra,  guardando zia Rosetta la nipote diretta del Francescano, le ha detto con le lacrime agli occhi: “Zio è tornato a casa”. In quella casa dove albergava e continuerà ad albergare la gioia.

Dopo i saluti e i ringraziamenti del Sindaco Antonino Bellia, Chiara Allegra stanchissima dopo mesi di lavoro per preparare questo giorno, ma con occhi luminosi e pieni di gioia, ringrazia tutti, in particolare suor Lucy aggiungendo che dalla Cina non sono arrivati solo i soldi per il restauro ma soprattutto le preghiere. Un suo desiderio è quello di continuare a distribuire amore così come la sua bisnonna e i suoi prozii facevano in quella casa, per seminare nel mondo il buon odore di Cristo. La figlia tenace dell’instancabile Saro Allegra, figlio di uno dei fratelli del beato Gabriele, ha chiamato ad uno ad uno tutti coloro che in un modo o in un altro hanno collaborato alla realizzazione di quest’opera che è stata donata ai Frati Minori di Sicilia, ma la gestirà lAssociazione Gabriele Fra le genti per far albergare ancora una volta la gioia.