• 19 Aprile 2024 16:54

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Luigi Carroccio e la passione contagiosa per i Nebrodi

Luigi Carroccio è nato il 27 luglio 1993 a Sant’Agata di Militello. Ha vissuto la sua infanzia e adolescenza a San Fratello, il paese d’origine della sua famiglia. Frequentando i terreni dei nonni nasce in lui la passione per la montagna e la natura! Passione che negli anni si concretizza in vere e proprie esplorazioni documentate da scatti che immortalano luoghi mai visti prima e restituiscono al pubblico un ritratto inedito del Parco dei Nebrodi. Le sue esplorazioni iniziano nel 2018 insieme alla sua compagna Flavia, e sono principalmente rivolte alla ricerca e successiva documentazione di cascate, grotte e gole, processo reso molto più agevole dalla visualizzazione preliminare di immagini satellitari. Il primo luogo da lui documentato sono le Gole Bianche nel torrente San Fratello (denominate così da lui per la caratteristica colorazione bianca delle rocce).

Seguono: la cascata e il canyon nel Vallone Baruto, molto caratteristico dal punto di vista geomorfologico per la presenza del Flysch numidico; le piscine naturali di Ninfi, nei pressi del ponte omonimo; la cascata nel Vallone Sambucazzo, una piccola ma molto suggestiva cascata nascosta tra la fitta vegetazione e che si fa strada attraverso un piccolo scivolo di roccia.
Ma la scoperta che ha suscitato maggior interesse e che ha generato la maggior eco mediatica è sicuramente quella delle cascate del Fosso Aquiloccia. La prima esplorazione del luogo è stata effettuata nel mese di giugno 2022 insieme ad Alessio Trusso, un altro escursionista che dal 2021 si è unito a Luigi nella sua attività di ricerca ed esplorazione. In quel periodo la magra del torrente offriva ben poco spettacolo rispetto a quello che avrebbe potuto offrire in periodi di maggior ricchezza d’acqua. Così nel marzo del 2023 i due escursionisti sono ritornati ritrovandosi di fronte uno spettacolo unico. Il fosso Aquiloccia è un piccolo affluente del torrente Caprino e ospita una serie di cascate (una decina), la più alta e spettacolare delle quali è alta circa 20m. Trovandosi la prima a 1100 metri slm, si tratta delle cascate più alte del parco dei Nebrodi. A far da cornice a questa bellissima valle di cascate ci sono i rilievi della Serra Caprino, caratterizzati dalla presenza dei calanchi, un particolare fenomeno geomorfologico di erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque piovane su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento.