• 18 Aprile 2024 8:57

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Lunedì della II settimana di Quaresima

Letture: Dn 9,4-10; Sal 78; Lc 6,36-38

Riflessione biblica

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36-38). I punti di riferimento sono due: la misericordia di Dio, “il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato” (Es 34,6-7); e l’insegnamento di Gesù: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7) e ancora: “Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,13). Il nostro “Dio è amore, e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,16). Partiamo dall’amore di Dio e di Gesù nel fare il bene, persino ai nemici: “Fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi” (Lc 6,35). Quattro comportamenti ci vengono chiesti: essi non vanno interpretati secondo la logica della tolleranza, ma secondo la logica della gratuità dell’amore divino. “Non giudicate”: non proibisce il discernimento tra il bene e il male, ma “non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!” (Gv 7,24); non basta non criticare, ma bisogna amare il fratello e curare con misericordia le sue fragilità: “Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. E il Dio della perseveranza e della consolazione ci conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti sull’esempio di Cristo Gesù” (Rom 15,2.5). “Non condannate”: “La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.” (Rom 5,8). “Perdonate”: “Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati” (Sir 34,23). “Date e vi sarà dato”: la misericordia si fa solidale con il fratello bisognoso, vede in essi Gesù affamato, assetato, ignudo, malato, carcerato (Mt 25,40). Non diamo qualcosa, ma offriamo tutto noi stessi.

Lettura esistenziale

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6, 36). Non si tratta di uno slogan ad effetto, ma di un impegno di vita. Gesù chiede ai suoi discepoli di essere sacramento della misericordia di Dio nel mondo, in ogni tempo e verso tutta l’umanità. Per comprendere bene questa espressione, accostiamola con quella parallela del Vangelo di Matteo, dove Gesù dice: “Voi dunque siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 48). Nel cosiddetto discorso della montagna, che si apre con le Beatitudini, il Signore insegna che la perfezione consiste nell’amore, che è il compimento di tutti i precetti della Legge. In questa stessa prospettiva, san Luca esplicita che la perfezione è l’amore misericordioso: essere perfetti equivale ad essere misericordiosi.  Se guardiamo la storia della salvezza, vediamo che tutta la rivelazione di Dio è un incessante e instancabile amore per gli uomini: Dio è come un padre o come una madre che ama di insondabile amore e riversa questo amore con abbondanza su ogni creatura. La morte di Gesù in croce è il culmine dell’amore di Dio per l’uomo. La misericordia si esprime, anzitutto, nel perdono. Il perdono infatti è il ​​pilastro che regge la vita della comunità cristiana, perché in esso si mostra la gratuità dell’amore con cui Dio ci ha amati per primo. La seconda espressione della misericordia è il dono di sé gratuito e generoso. Con la misura dell’amore che diamo, siamo noi stessi a decidere come saremo giudicati.