• 17 Aprile 2024 21:53

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Non c’è vero amore senza sacrificio

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì dopo le Ceneri

Letture: Dt 30,15-20; Sal 1; Lc 9,22-25

Riflessione biblica

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,22-25). C’è stretta unione tra l’annuncio di Gesù riguardo alla sua passione: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno” (Lc 9,22) e l’invito alla sequela che Gesù propone a noi suoi discepoli. L’annuncio della passione, morte e risurrezione è il modello, a cui il discepolo “deve” guardare per compiere con Gesù la volontà di Dio. “Se qualcuno”: l’invito di Gesù è universale, è rivolto ad ogni uomo o donna che ha trovato in Gesù il senso della propria esistenza e vuole condividere con lui la sua esperienza di morte e risurrezione. “Vuol venire dietro a me”: non consiste solo nel seguire il suo insegnamento, ma soprattutto accettare di essere crocifissi e morire con lui: “Portiamo sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale” (2Cor 4,10-11). “Rinneghi se stesso”: è il nostro Esodo personale, vissuto come esigenza liberatrice del nostro spirito e ferma decisione di uscire dall’Egitto del peccato e di tutto ciò che ci separa da Cristo, in una parola morire a noi stessi e vivere una nuova vita: “Liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna” (Rom 6,22). “Prenda la sua croce ogni giorno”: è un’audace esperienza di amore, una condivisione di dolore e di gioia, un impegno totale di collaborazione con Gesù all’interno della nostra vita quotidiana. Noi siamo imitatori di Gesù, seguaci di Gesù che vogliono camminare con lui, vivere in lui, soffrire e gioire per lui. Lui è la via, la verità e la vita (Gv 14,6) e ci conduce per le vie dell’amore: “camminiamo nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore” (Ef 5,2).

Lettura esistenziale

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce, ogni giorno e mi segua” (Lc 9, 23). Questo invito a prendere la propria croce quotidiana per seguire Cristo, è oggi rivolto anche a noi. È la legge esigente della sequela. La tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta; come fece Pietro: “No, Signore, questo non ti accadrà mai” (cfr Mt 16, 22). Ma Gesù ci ricorda che la sua via è la via dell’amore, e non c’è vero amore senza il sacrificio di sé. Siamo chiamati a non lasciarci assorbire dalla mentalità di questo mondo, ma ad essere sempre più consapevoli della necessità e della fatica per noi cristiani di camminare contro-corrente e in salita. Gesù completa la sua proposta con parole che esprimono una grande sapienza sempre valida, perché sfidano la mentalità e i comportamenti egocentrici. Egli esorta: “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” (v. 24). In questo paradosso è contenuta la regola d’oro: solo l’amore dà senso e felicità alla vita. Spendere i propri talenti, le proprie energie e il proprio tempo solo per realizzare sé stessi, conduce in realtà a perdersi, ossia a un’esistenza triste e sterile. Se invece viviamo per il Signore e per i fratelli, impostando la nostra vita sull’amore, come ha fatto Gesù: potremo assaporare la gioia autentica, e la nostra vita non sarà sterile ma feconda e gioiosa.