• 20 Maggio 2026 23:23

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Giovedì della VII settimana di Pasqua

Letture: At 22,30;23,6-11   Sal 15   Gv 17,20-2

“Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me” (Gv 17,23).

gesu-1-300x147 Perfetti nell’amoreIl Signore Gesù ha implorato dal Padre l’unità dei suoi discepoli, perché attraverso questa testimonianza il mondo potesse credere che il Padre lo aveva inviato. Ma la capacità di amarci e, quindi di crescere nell’unità, si attinge in Dio, fonte di perfetta comunione, attraverso la preghiera.

Nella vita della prima comunità di Gerusalemme essenziale era il momento della frazione del pane, in cui il Signore stesso si rende presente con l’unico sacrificio della Croce nel suo donarsi completamente per la vita dei suoi amici: “Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi. Questo è il calice del mio Sangue versato per voi”. La Chiesa vive dell’Eucaristia. La comunione al sacrificio di Cristo è il culmine della nostra unione con Dio e in essa si costruisce anche la pienezza dell’unità dei discepoli di Cristo.

preghiera-300x200 Perfetti nell’amore

La preghiera è da sempre l’atteggiamento costante dei discepoli di Cristo, ciò che accompagna la loro vita quotidiana in obbedienza alla volontà di Dio, come ci attestano anche le parole dell’apostolo Paolo, che scrive ai Tessalonicesi nella sua prima lettera: “State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Ts 5,16-18; cfr. Ef 6, 18). La preghiera cristiana, partecipazione alla preghiera di Gesù, è per eccellenza preghiera filiale. Attraverso di essa noi ci rivolgiamo, come fratelli e sorelle, al Padre comune.

Porsi in atteggiamento di preghiera significa pertanto anche aprirsi alla fraternità. Solo nel “noi” possiamo dire “Padre Nostro”. Apriamoci dunque alla fraternità, che deriva dall’essere figli dell’unico Padre celeste, disponendoci sempre al perdono che risana ogni divisione.