di FraPè – Tutti in processione, Frati Minori e sacerdoti insieme agli altri concelebranti presbiteri diocesani. Le casule rosse si confondevano con il loro volto arrossato dalla forte calura esterna che entrava nella Cattedrale di Palermo, dove da li a poco quattro frati Minori diaconi sarebbero stati ordinati Presbiteri per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice. Entrano preceduti dai frati con turibolo, croce e candelieri, arrivati quasi vicino al presbiterio tutti coloro che erano dalla parte destra si sono fermati per una manciata di secondi.
Cerco di capire il perché chinavano il capo e sorridevano con rispetto e quasi venerazione. Mi accorgo che c’erano i frati infermi e anziani dell’Infermeria provinciale di Bagheria. Fra Giorgio, Fra Girolamo e Fra Arcangelo. Tutti e tre seduti sulla loro carrozzina indossando la stola rossa. I loro occhi erano felici e nel contempo esprimevano gratitudine e commozione. Ogni frate, ogni sacerdote dava un segno di saluto, una carezza, un bacio… Non solo rispetto, ma gratitudine a quei frati che hanno voluto essere presenti per gioire e celebrare il Signore per il dono di quattro nuovi fratelli sacerdoti. Gratitudine per il loro servizio svolto per la Provincia del Santissimo Nome di Gesù dei Frati Minori di Sicilia. Per il servizio svolto alla Madre Chiesa. Gratitudine per aver vissuto la vita e la regola dei Frati Minori.
Diversi i momenti più emozionanti e commoventi. Il primo con i Vescovi concelebranti Mons. Manzella e Mons. Gisana e poi con Mons. Lorefice, cresciuto all’ombra del Convento dei frati minori di Ispica e da sempre molto legato all’Ordine Francescano
Con il sorriso dei nonnini i tre frati infermi hanno salutato l’Arcivescovo esprimendo quasi imbarazzo verso il Pastore della Chiesa Palermitana che ha davvero mostrato paternità e nel contempo figliolanza verso quel saio a egli tanto caro. Uno dei tre frati proveniente dalla fraternità di Santa Maria della Guardia di Catania, con una dolcezza indescrivibile si presenta all’arcivescovo dicendogli “Eccellenza reverendissima, io sono Fra Girolamo” e il Vescovo gli fa una carezza come a dire “lo so ti conosco” per poi donargli un sorriso. L’altro momento bello che esprime tenerezza e un grande senso di fraternità è quando i quattro neo presbiteri vanno ad abbracciare i tre frati anziani dopo aver abbracciato tutti presbiteri presenti. In quell’abbraccio c’è tutto l’insegnamento di Francesco di Assisi, c’è aria e profumo di Vangelo, in quel gesto si contempla il carisma francescano.
E per ultimo il momento più forte, più intenso e bello, il bacio delle mani dei novelli sacerdoti da parte delle proprie mamme che, dopo aver sciolto il fazzoletto che legava quella mani appena unte dal Vescovo con il Sacro Crisma le hanno baciate per poi stringere con intensità e amore alla maniera di Dio come solo una mamma sa fare, quel frutto del proprio grembo. Non vi pare che anche in questo meraviglioso gesto ci sia profumo di Vangelo?
Tutta la celebrazione è stata accompagnata dalla commozione degli ordinandi, dei loro genitori e dalla preghiera di tutti i presenti.
A laude di Cristo e del poverello Francesco!
