• 9 Febbraio 2026 7:42

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Quando lo Spirito soffia sulle stuoie: il punto di Fra Massimo Fusarelli

Nei giorni che hanno preceduto la Pentecoste, fra tanti rumori di guerra e gridi di speranza, a Santa Maria degli Angeli è accaduto qualcosa che non aveva precedenti nella nostra storia. Dal 1 all’8 giugno, proprio accanto alla Porziuncola, si è celebrato il primo Capitolo internazionale delle Stuoie con frati, suore e laici francescani seduti insieme, alla pari, sulle stesse stuoie.

capitolo-delle-stuoie-300x225 Quando lo Spirito soffia sulle stuoie: il punto di Fra Massimo FusarelliIl nome non è folklore: richiama Francesco che radunava i suoi per terra, senza sedie di prestigio, nelle capanne di Santa Maria. Quest’anno però le stuoie hanno accolto una novità assoluta: abiti marroni dei frati accanto ai veli delle sorelle, vestiti colorati dei laici dell’OFS e della GiFra. Voci diverse, esperienze che si intrecciano, culture che si parlano. Per la prima volta nella nostra storia ottocentenaria, tutta la famiglia si è riunita non per celebrare ma per discernere insieme il futuro.

Da cinque continenti sono arrivati rappresentanti di ogni vocazione francescana, portando i frutti dei capitoli che avevano preparato questo momento. L’obiettivo era chiaro: rinnovare in modo profetico il carisma comune, ma stavolta facendolo davvero insieme. Incarnare il carisma, vivere il Vangelo della fraternità, rispondere alla missione – tre pilastri che hanno guidato giorni intensi di ascolto e confronto.

Una delle scoperte più belle è stata riconoscere quanto possiamo imparare dai giovani. Non il solito lamento generazionale, ma una sincera ammirazione per il loro desiderio di fede autentica, la creatività, la passione per la giustizia climatica. Ci hanno ricordato il gusto della freschezza evangelica.

capitolo-delle-stuoie-1-300x225 Quando lo Spirito soffia sulle stuoie: il punto di Fra Massimo FusarelliNon abbiamo evitato le questioni difficili. Si è parlato apertamente di clericalismo, di voci che dominano soffocando quelle più fragili, della fatica reale a diventare corresponsabili della vita e della missione come fratelli e sorelle. La riflessione sulla “Chiesa in uscita” ci ha interpellati: il francescano del futuro è chiamato ad essere sempre più un pellegrino sulle strade del mondo, libero e povero.

Il confronto tra lingue, mentalità ed esperienze diverse a volte è stato faticoso – come in ogni famiglia vera – ma sempre attraversato da quella tenerezza che nasce dall’appartenere allo stesso albero. Le differenze di sensibilità, le diverse urgenze pastorali, perfino le fatiche di sintonizzarsi hanno trovato spazio in un clima di ricerca comune.

Il Documento finale che il Consiglio plenario ha approvato subito dopo rappresenta la sintesi consegnata a tutti i fratelli dell’Ordine in cammino verso il Capitolo generale del 2027 e a laici e sorelle corresponsabili con noi nel comune servizio alla gioia del Vangelo.

Il Capitolo si è concluso nel giorno di Pentecoste, intorno alla Porziuncola. Come ottocento anni fa, lo Spirito è sceso su questa famiglia un po’ provata ma sempre viva, sussurrando che Francesco continua a camminare davanti a noi, scalzo e sorridente.

Le stuoie sono state ripiegate, i partecipanti sono tornati nelle loro terre. Ma qualcosa è davvero cambiato: abbiamo scoperto che insieme si può guardare più lontano. Senza paura. Forse è l’inizio di una nuova stagione francescana.

Fra Massimo Fusarelli, Ministro Generale dell’Ordine di Frati Minori