Commento di Fra Marcello Buscemi E Suor Cristiana Scandura
Mercoledì fra l’Ottava di Pasqua
Letture: At 3,1-10; Sal 104; Lc 24,13-35
Riflessione biblica
“Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro” (Lc 24,13-35). Delusi e tristi, i due discepoli di Emmaus si allontanano dalla comunità, radunata nel Cenacolo in attesa dell’adempimento della promessa di Gesù.
La fede in Gesù, morto e risorto per noi, non è un fatto personale, ma condivisione di un’esperienza di amore da vivere insieme e in comunione con Pietro: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!” (Lc 24,34).“Conversavano e discutevano insieme”: sul passato di Gesù, più sulla sua crocifissione e morte, meno sulle sue promesse di risurrezione: “Speravamo che fosse lui a liberare Israele; ma son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute”. Delusi fino all’incredulità: è vero che “alcune donne, delle nostre, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo”; anche Pietro e Giovanni “si sono recati alla tomba e l’hanno trovata vuota, ma lui non l’hanno visto” (Gv 20,1-10). Roba da esaltati: una tomba vuota non dice risurrezione. La loro fede è annebbiata: tanto confusi da non riconoscere Gesù che si avvicinò a loro e si fece loro compagno. Egli è l’Emmanuele, il compagno di viaggio, che rafforza la nostra poca fede e ci aiuta a vivere in comunione con lui e con i fratelli nel cammino quotidiano. La sua parola ci illumina la mente, per comprendere che la Croce è il cammino sicuro per entrare con lui nella sua gloria. “Resta con noi, Signore” e, nello spezzare il pane, ti riconosceremo adorandoti e saremo una cosa sola con te: “Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti partecipiamo all’unico pane” (1Cor 10,16-17). Anzi, “mangiando te, vivremo per te” (Gv 6,57). Dacci sempre di questo pane, Signore e con esso comunicaci il tuo Santo Spirito, perché “è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; e le tue parole saranno per noi spirito e vita” (Gv 6,63).
Lettura esistenziale
“Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo” (Lc 24, 15s). Gesù si unisce al cammino dei discepoli di Emmaus e spiega loro le Scritture; illustra i fatti, li interpreta, fa entrare i due uomini nella comprensione del piano di Dio. Essi non capiscono quel “doveva soffrire” che risulta essere incomprensibile se è riferito a Dio. Gesù quindi li introduce nel mistero della croce, della sofferenza del Dio-uomo, nel suo atto redentivo di amore. Solo Dio può riparare il peccato di ribellione di Adamo e lo fa diventando Egli stesso, uomo. “Resta con noi” è l’appello dei due sfiduciati che, alle parole dello sconosciuto si sono sentiti rianimare. Questo è anche, simbolicamente, il cammino di ogni uomo: nel cammino si incontrano varie difficolta, ma Gesù si fa nostro compagno di viaggio, ci spiega, ci solleva, ci fa capire il senso delle cose. Egli continua a parlarci oggi attraverso la Sua Parola, il Magistero della Chiesa, la tradizione, le intuizioni del cuore, la storia. Ascoltiamolo.
