• 15 Aprile 2024 11:06

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Rossella volontaria Caritas: il dono di offrirsi ai più bisognosi

Pubblichiamo la testimonianza di Rossella Leone scritta per il giornale online della Diocesi di Mazara,  Condividere.

«Gratuitamente avete ri­cevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). Il mio servizio di volontaria al Centro di ascolto della Caritas parrocchiale cerco di viverlo accompagnata da queste significative pa­role del Vangelo di Matteo. Una missione non come un fare, ma come un ricevere e un dare. Ecco la gratuità dell’annuncio cri­stiano che ha la sua radice nel termine «dono». Il quale è sempre un gesto di at­tenzione, di affetto, di cura verso l’altro. È una scelta e uno stile che richiedono tanto coraggio nel farsi dono per gli altri. Corag­gio per guardare negli occhi, per non vol­tarsi dall’altra parte; coraggio di toccare l’altro e non di fare semplicemente l’ele­mosina a distanza. Toccare, guardare, im­pregnarsi dell’odore delle pecore (Papa Francesco) e camminare insieme. Corag­gio, perché in una società dove vince la legge del target sociale e del contraccam­bio, farsi dono per gli altri, nello stile come Dio ci chiede non è semplice.

Diciamoci la verità, il povero, lo straniero, l’ammalato, il diverso è sempre una persona scomoda; spesso diventa qualcuno da aiutare ma ra­ramente qualcuno a cui donarsi completa­mente. Ecco perché il cristiano deve avere veramente il coraggio di andare controcor­rente, di far prevalere il bene, anche se il male fa più rumore, al di là la delle conven­zioni sociali. Occorre essere cristiani ap­passionati, capaci di cambiare mentalità e di assumere un nuovo stile affinché la te­stimonianza della nostra vita possa essere il nuovo linguaggio della caritá, come dono per gli altri.

Ringrazio Dio per ogni sguardo che ho incrociato nel servi­zio di volontaria presso la Caritas parrocchiale, ogni volto è stata una storia che ho cercato di vivere e con­dividere con semplicità, nella soffe­renza, nel disagio, nella malattia, nelle grandi e piccole povertà della vita. Anche nel cammino di iniziazione cristiana con i bambini è fondamentale as­sumere lo stile di farsi compagni degli ul­timi, degli invisibili così come li chiama Papa Francesco. La carità come dono gra­tuito non può essere raccontata, va vissuta, occorre sentirne l’odore. Con i bambini siamo soliti condividere del tempo con gli anziani, andare a trovare famiglie musul­mane condividendo una merenda, una preghiera secondo il proprio credo e i pro­pri costumi. È sorprendente la reazione dei bambini quando andiamo a trovare qual­che famiglia in situazione di grande po­vertà. Si meravigliano e si stupiscono che realtà così estreme esistano proprio vicino a loro. È una via che apre relazioni, in­staura legami, dove nessuno si sente escluso o non accolto, perché spesso le prime resistenze all’inclusione partono proprio dall’interno delle comunità. Oc­corre, allora, coraggio per non vivere da cristiani tiepidi, per saper osare e scegliere la coerenza del Vangelo.

Il nostro Ve­scovo monsignor Angelo Giurda­nella nella Lettera pastorale scrive: «L’attenzione ai poveri riceve anch’essa, dal primato della Parola, lo stile della rela­zione, sull’esempio di Gesù che ascoltava, incontrava, guariva, risollevava e stava a mensa con quanti erano ai margini del mondo sociale». In questo tempo di Natale l’augurio che faccio a ognuno di noi è di permettere a Gesù di rinascere nelle nostre vite e saperlo donare agli altri.