• 9 Febbraio 2026 8:20

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Feria propria del 20 dicembre

Letture: Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38

Riflessione biblica

“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,26-38). Il racconto lucano dell’Annuncio a Maria è un invito a rileggere in chiave profonda, ma insieme personale ed esistenziale, questa singolare avventura di amore e di intimità che Dio si degnò di condividere con Maria, “la piena di grazia”, “la serva del Signore”. Maria-2-300x225 Sarà chiamato Figlio di DioPer mezzo di lei, il disegno di Dio divenne realtà di salvezza per tutta l’umanità: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli” (Gal 4,4). E tutto ciò è avvenuto nella potenza dello Spirito di Dio, che come ombra scende su Maria, la copre e la rende Madre del Figlio di Dio. È in atto la misteriosa “potenza dell’Altissimo”, cioè Dio stesso che “copre con la sua ombra” Maria. Tale “adombrazione”, nell’AT, designava un intervento personale di Dio nella storia della salvezza: “La nube coprì con la sua ombra il tabernacolo e la gloria di Iahvé riempì la dimora” (Es 40,35). Maria è il tabernacolo della Nuova Alleanza, su cui si è posata l’ombra della potenza divina che ha agito in lei operando grandi cose. Di più: in virtù dell’intervento di Dio in Maria è riposta “la gloria di Dio”, Gesù, il Santo, il Figlio di Dio. Gesù è Figlio di Dio in senso speciale e unico, perché Dio stesso con la potenza del suo Spirito creatore è intervenuto a generarlo ed è proprio per questo intervento di Dio che egli è Santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Nel seno di Maria si compie il mistero: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14). Così, Gesù non divenne “Figlio di Dio” in un momento della sua storia personale, ma lo è da sempre: dall’eternità nel seno di Dio, dal suo concepimento nel seno di Maria.

Lettura esistenziale

Maria-3-225x300 Sarà chiamato Figlio di Dio“Allora Maria disse: ‹‹Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola››”. Maria è il modello dell’accoglienza della divina chiamata che si posa su un cuore in ascolto e attento ai segni di Dio (premessa questa indispensabile per poter percepire la voce divina) ed è modello dell’adesione incondizionata al progetto di Dio. Il pronunciato da Maria quando l’Angelo Gabriele Le annuncia che sarebbe diventata la Madre del Figlio di Dio, del Messia atteso, è un che si rinnova ogni giorno e si perpetua fino alla sofferenza più atroce per il suo cuore di Madre: veder morire in croce come un malfattore Colui che è il Signore di tutti e il Figlio diletto del Padre e suo.

L’eccomi pronunciato da Maria nei misteri gaudiosi della vita del suo Figlio, è pienamente rinnovato anche nei misteri dolorosi che non si fanno attendere, si pensi alla fuga in Egitto poco tempo dopo la nascita di Gesù, agli anni vissuti da Gesù a Nazareth nella povertà, nel lavoro, nel nascondimento, alla vita pubblica di Gesù dove è fatto ben presto oggetto di persecuzioni, fino a quella suprema che culminerà nel tradimento, nell’accusa ingiusta e nella crocifissione.

Maria ha imparato a custodire e meditare nel cuore tutti gli eventi che riguardano Gesù, confrontandoli con le parole dei Profeti e dell’Antico Testamento in genere. Da questa meditazione assidua trae forza e luce sul Mistero grande di quel Figlio che Le è stato donato dal Cielo per la salvezza di tutti. Nella vita di ogni cristiano sono presenti i misteri gaudiosi, luminosi e dolorosi, nonché i misteri gloriosi per chi avrà perseverato fedelmente nel bene sino alla fine.

La fedeltà alla chiamata di Dio ad accogliere il Suo Vangelo e a seguirLo, non deve essere una fedeltà stanca e trascinata, ma una fedeltà gioiosa che si rinnova ogni giorno e diventa più matura e responsabile col passare degli anni, attingendo forza e vigore nei Sacramenti.