• 6 Maggio 2026 9:40

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Save the children, ‘regioni “mother friendly” Sicilia all’ultimo posto’

La Sicilia è in fondo alla classifica delle regionimother friendly. Lo dice l’XI edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” diffuso oggi ed elaborato dal polo ricerche di Save the Children con l’Istat, che misura le condizioni delle madri attraverso 7 ambiti – demografia, lavoro, rappresentanza, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza.

Per la dimensione Lavoro del Mothers’ Index la Sicilia (Ampi 79,614) si colloca al 16esimo posto in risalita dal 20esimo della scorsa edizione, con una riduzione di circa tre punti percentuali nel tasso di part-time involontario per le donne (dal 24,1% al 21,2%). Nella dimensione della Rappresentanza la Sicilia scende di 5 posti, dal decimo al 15esimo, con un valore di 98,378. Per la dimensione della Salute la Sicilia (92,554) è al 19esimo posto, in discesa dal 16esino, e registra un peggioramento nel quoziente di mortalità infantile nel primo anno di vita (da 2,99 a 3,66).

Per la dimensione dei servizi la Sicilia si conferma ultima tra le regioni. Per la dimensione della Soddisfazione soggettiva la Sicilia (90,581) si posiziona al 18esimo posto come nella scorsa edizione.
Infine la dimensione della violenza – che misura la presenza di centri antiviolenza e case rifugio per 100.000 donne – la Sicilia guadagna una posizione dal 15esimo al 14esimo posto.

“La lettura dei dati ci restituisce la fotografia di un Paese in cui la maternità resta ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza. Viviamo in un sistema che continua a scaricare i costi della genitorialità in modo sproporzionato sulle donne, come il rapporto Le Equilibriste denuncia da undici anni. Nel 2026 dobbiamo ancora rimarcare come la situazione delle madri in Italia sia addirittura peggiorata rispetto agli scorsi anni.

Nonostante gli impegni annunciati, aumentano le dimissioni delle neomamme e, tra le madri più giovani, la maggior parte non studia, non lavora e non è inserita in percorsi di formazione”, dice Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children Italia.