• 23 Luglio 2024 16:05

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Santi Pietro e Paolo

Letture: At 12,1-11; Sal 33; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19

Riflessione biblica

“Ma voi, chi dite che io sia?” (Mt 16,13-19). La risposta è una e viene dall’alto, non è suggerita da “carne e sangue”, ma dallo Spirito che opera in noi: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). È la base della nostra fede, che non solo ci conferisce il nome: “Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani” (At 11,26), ma che ci edifica come Chiesa di Dio: “Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,19-20). Gesù è “la roccia” (1Cor 10,4), “il fondamento” (1Cor 3,11), “la pietra che i costruttori hanno scartata, ma che è diventata la pietra d’angolo” (Mt 21,42). Su tale “pietra angolare”, ciascuno edifica secondo quel carisma che Dio gli ha concesso: “A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo” (Ef 4,7), per “edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4,12-13). A Pietro Gesù gli ha detto: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18). E Pietro ci invita ad avvicinarci a Gesù, “pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio”, per essere “pietre vive costruite come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso” (1Pt 2,4-6). Anche Paolo ha sentito la voce di Gesù: “Alzati e sta’ in piedi; io ti sono apparso per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto di me e di quelle per cui ti apparirò. Ti libererò dal popolo e dalle nazioni, a cui ti mando per aprire i loro occhi, perché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ottengano il perdono dei peccati e l’eredità, in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me”. Entrambi gli apostoli ci indicano Cristo e ci ricordano che la santità è “vivere in Cristo” ( Gal 2,20) e “camminare nella carità, nel modo che anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore” (Ef 5,2).

Lettura esistenziale

“Ma voi chi dite che io sia?” (Mt 16, 15). La Parola di Dio oggi ci interpella con una questione cruciale: “Chi è per te Gesù di Nazaret?”.  La risposta di Pietro è netta e immediata: “Tu sei il Cristo”, cioè il Messia, il consacrato di Dio mandato a salvare il suo popolo. Pietro e gli altri apostoli, dunque, a differenza della maggior parte della gente, credono che Gesù non sia solo un grande maestro, o un profeta, ma molto di più. Hanno fede: credono che in Lui è presente e opera Dio. Subito dopo questa professione di fede, però, quando Gesù per la prima volta annuncia apertamente che dovrà patire ed essere ucciso, lo stesso Pietro si oppone alla prospettiva di sofferenza e di morte. Gesù allora deve rimproverarlo con forza, per fargli capire che non basta credere che Lui è Dio, ma spinti dalla carità bisogna seguirlo sulla sua stessa strada, quella della croce (cfr Mc 8, 31-33). Gesù non è venuto a insegnarci una filosofia, ma a mostrarci una via, anzi, “la” via che conduce alla vita. Questa via è l’amore, che è l’espressione della vera fede. Se uno ama il prossimo con cuore puro e generoso, vuol dire che conosce veramente Dio. Se invece uno dice di avere fede, ma non ama i fratelli, non è un vero credente. Dio non abita in lui. Lo afferma chiaramente san Giacomo: “Se la fede non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Gc 2, 17). San Giovanni Crisostomo, proprio commentando il passo citato della Lettera di Giacomo scrive: “Uno può anche avere una retta fede nel Padre e nel Figlio, così come nello Spirito Santo, ma se non ha una retta vita, la sua fede non gli servirà per la salvezza. Quando dunque leggi nel Vangelo: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio» (Gv 17, 3), non pensare che questo verso basti a salvarci: sono necessari una vita e un comportamento purissimi”.