• 9 Febbraio 2026 9:42

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Venerdì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Gen 23,1-4.19; 24,1-8.62-67   Sal 105   Mt 9,9-13

Riflessione biblica

“Imparate che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,9-13). gesu-4-300x195 Usare MisericordiaEcco la missione di Gesù: essere vicino ai peccatori e usare loro misericordia. È vicino a Matteo, esattore delle tasse, pubblicano, impuro perché si sporcava con il denaro iniquo, imbroglione per arricchirsi, succhiasangue dei poveri, collaborazionista con il potere oppressivo dei Romani. Nonostante ciò, “Gesù vide un uomo”: lesse nel suo cuore e nella sua vita. “Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni” (Ger 17,10). E così Gesù incontro Matteo in quanto uomo, segnato dalla sua miseria e dal peccato e ne assunse le miserie e le debolezze, per formare di lui uno “scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, che estrasse dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52). Il suo Vangelo è frutto di una conversione sincera, che lo trasformò in un annunciatore della misericordia di Dio non solo “alle pecore smarrite della casa d’Israele”, ma a tutti coloro che credono nel Vangelo di Gesù: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20). Così, per mezzo di Matteo, Gesù fu conosciuto da “molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli” (Mt 9,10). È il grande festino messianico, a cui tutti i popoli sono invitati a partecipare: “Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. E il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza” (Is 25,6.8-9). Rallegriamoci per la sua misericordia, che non solo ci chiama ad essere in comunione con lui, ricevendo il suo corpo e il suo sangue, ma ci invita ad “essere santi ed immacolati al suo cospetto nell’amore” (Ef 1,4).

Lettura esistenziale

Gesu-1-300x158 Usare Misericordia“Ed egli si alzò e lo seguì” (Mt 9,9). Levi non è uno dei tanti che hanno scelto di seguire Gesù. È un pubblicano, una persona che tutti guardano con disprezzo. Quel giorno lo sguardo di Gesù si posa proprio su di lui non per rimproverarlo ma per chiamarlo. È una pagina assai importante, non dobbiamo considerarla come una singolare e isolata esperienza di conversione ma come un annuncio che percorre tutta la storia della Chiesa. Tutti gli evangelisti inseriscono questo racconto subito dopo l’episodio del paralitico in cui Gesù manifesta il potere di liberare l’uomo dal male che dimora in lui. Questo annuncio trova la sua espressione più eloquente e piena nella vicenda di Levi. È certamente necessario annunciare il perdono dei peccati ma è molto più efficace ascoltare la testimonianza concreta di un pubblico peccatore che diventa un discepolo fedele di Gesù. Storie come questa mostrano che Dio è davvero capace di cambiare il cuore dell’uomo. La testimonianza di un uomo che ha avuto da Dio il coraggio di abbandonare la vita di prima vale più di tante belle pagine di raffinata teologia. La vera teologia è quella che scrivono i santi. La conversione del cuore è la buona notizia che il mondo attende. Per questo l’apostolo Paolo non teme di presentarsi come un peccatore che ha ottenuto misericordia, come scrive a Timoteo: “Cristo Gesù è venuto per salvare i peccatori e il primo di questi sono io” (1Tm 1,15). Gesù non chiede a Levi una pubblica ritrattazione ma la sequela comporta un’evidente e definitiva presa di distanza da tutto il suo discutibile passato. Gesù chiama tutti ma non tutti lo seguono perché non tutti sono disposti ad abbandonare il proprio modo di pensare e di vivere. Non basta dirsi credenti, dobbiamo vivere da credenti, cioè assumere uno stile di vita conforme alla fede che professiamo. Non è scontato né facile. È una grazia che chiediamo con fede.