• 1 Maggio 2026 20:38

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Primo maggio: Fillea-Cgil, decreto Meloni da’ soldi solo alle imprese

La Cgil riparte da Portella della Ginestra “per mettere al centro il lavoro dignitoso, la qualità dell’occupazione, la difesa della democrazia e dei diritti con la proposta di due nuovi referendum sulla sanità e sugli appalti e la necessità di nuove politiche industriale e sociali”.

Più di 2.500 i manifestanti, secondo gli organizzatori, al corteo con le delegazioni degli edili della Fillea giunte da tutta Italia, da Bolzano ad Agrigento, rivendicando a gran voce: “basta morti sul lavoro”.

La giornata si è aperta con la commemorazione al cimitero di Piana degli Albanesi e la deposizione di una corona di fiori nella cappella, da parte della Cgil, dell’amministrazione comunale e dell’eparchia di Piana.
Al Sasso di Barbato, davanti a diverse centinaia di persone, si è svolta la cerimonia, introdotta dal minuto di silenzio e dalla lettura dei nomi delle vittime da parte di Chiara Sciortino, dell’associazione Portella, nipote di Ignazio Plescia, uno dei superstiti della strage.

In apertura, i saluti di Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi. Quindi gli interventi del segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e del segretario generale Fillea Cgil Antonio Di Franco.

“A Portella della Ginestra rinnoviamo, tutti assieme, il nostro impegno, la lotta per i diritti, primo fra tutti il diritto supremo alla pace, alla libertà e all’uguaglianza – ha detto Ridulfo – La nostra mobilitazione prosegue e mette al centro, non solo il tema del salario ma anche il diritto ad un sistema sanitario veramente universale e il diritto al lavoro dignitoso e in sicurezza”.

Il segretario generale della Fillea Cgil nazionale, Antonio Di Franco, ha puntato il dito sul decreto del primo maggio governo che finanzia le imprese e non i lavoratori e sulla mancanza di investimenti sulla sicurezza, per interrompere la strage dei morti sul lavoro. “Portella è un luogo simbolo, che in questo momento ci carica di responsabilità rispetto alla fase difficile in cui versa il lavoro nel nostro Paese – ha detto – Coincide con il decreto del governo, che per la festa dei lavoratori decide, ancora una volta di dare solo soldi alle imprese, infischiandosene di chi lavora e sostiene l’ 85% dell’ Irpef insieme ai pensionati. Nessuna risposata concreta per combattere le morti sul lavoro e nessun sostegno ai familiari delle vittime completamente abbandonate. Chi difende il lavoro non può essere entusiasta di questo decreto usando giudizi a metà”.